DISTRETTI ARPA: “IMPRESCINDIBILE LA PRESENZA CAPILLARE SUL TERRITORIO. PRIMA DI TAGLIARE ALCUNI DEGLI ATTUALI PRESIDI SI RIFLETTA A FONDO PER NON DANNEGGIARE MIGLIAIA DI CITTADINI” - NOTA DI SMACCHI (PD)
Il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi si dice “preoccupato per una possibile riorganizzazione dei distretti dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale)”. Per Smacchi è di fondamentale importanza la loro presenza capillare sul territorio. “Questa organizzazione – ricorda l'esponente del Pd - ha consentito, a costi ridottissimi, di dare risposte alle esigenze di cittadini, imprese ed associazioni in maniera rapida e puntuale”. Nell'evidenziare come “gran parte delle sedi dove operano i tecnici dell’Arpa sono concesse in comodato d’uso gratuito o dai Comuni, o dalle Asl”, Smacchi fa sapere di aver presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere se “vi sia già in fase avanzata una possibile proposta di ristrutturazione degli attuali distretti ed eventualmente con quali criteri la stessa è stata approcciata”.
(Acs) Perugia, 11 aprile 2012 - “L’Arpa Umbria (Agenzia regionale per la protezione ambientale), fin dalla sua istituzione (legge regionale 9/98), ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale in tema di tutela e salvaguardia dell’ambiente. In questi 14 anni il servizio ha raggiunto punte di eccellenza che vanno valorizzate e mantenute attraverso una presenza capillare sul territorio regionale”. È quanto scrive il consigliere regionale del Pd, Andrea Smacchi, in merito ad una “possibile riorganizzazione dei distretti”.
“L’organizzazione in distretti – ricorda l'esponente del Partito democratico - risale ormai all’anno 2000 ed ha consentito, a costi ridottissimi, di dare risposte alle esigenze di cittadini, imprese ed associazioni in maniera rapida e puntuale. Da qualche tempo – aggiunge - si sente parlare di una possibile riorganizzazione dei distretti stessi, dimenticando di dire che gran parte delle sedi dove operano i tecnici dell’Arpa sono concesse in comodato d’uso gratuito o dai Comuni, come nel caso di Gualdo Tadino o dalle Asl come nel caso di Gubbio. La logica del risparmio, in questo caso non si ravviserebbe o quanto meno non sembrerebbe essere la causa principale di una possibile riorganizzazione. In un momento nel quale le problematiche ambientali sono fra le più sentite dai cittadini – prosegue Smacchi - ritengo opportuno non indebolire la presenza sul territorio di un servizio così importante che rappresenta ormai un punto di riferimento imprescindibile, soprattutto in una città come Gubbio dove insistono, oltre ad una delle discariche più grandi dell’Umbria, anche realtà industriali di rilievo nazionale ed una miriade di piccole e medie imprese”.
“Per questo – ribadisce Smacchi - in Alto Chiascio le due attuali sedi di Gubbio e Gualdo Tadino devono restare come sono, così come ritengo sia possibile trovare soluzioni positive anche per Bastia Umbra, Assisi , Spoleto e la Valnerina. In questo contesto – fa sapere - ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale affinché chiarisca, in primo luogo, se vi sia già in fase avanzata una possibile proposta di ristrutturazione degli attuali distretti e, in secondo luogo per capire, qualora vi fosse, con quali criteri la stessa è stata approcciata. In periodi come questi – sottolinea Smacchi - tagliare presidi territoriali fondamentali ed a bassissimo impatto economico per la comunità, sarebbe un pessimo segnale. Per questo – conclude il consigliere regionale - è meglio riflettere a fondo per non prendere decisioni affrettate, che rischierebbero di danneggiare territori importanti e allontanerebbero, ancora di più, la politica dal suo ruolo di tutela degli interessi dei cittadini”. RED/as