POLITICA REGIONALE: “TROPPE CONSULENZE, E SOLO PER COSTRUIRE CONSENSO POLITICO” - I CONSIGLIERI DEL PDL, MONNI, LIGNANI MARCHESANI E NEVI ANNUNCIANO UNA MOZIONE PER IMPEGNARE LA GIUNTA A RIDURLE
Lunedì 2 aprile i consiglieri regionali del Pdl Massimo Monni, Andrea Lignani Marchesani e Raffaele Nevi presenteranno una mozione per indurre la Giunta a ridurre il continuo ricorso agli incarichi di consulenze esterne.
Dopo aver evidenziato che si tratta di una scelta per “creare consenso politico in vista delle elezioni”, i tre ricordano che precisi rilievi sono stati mossi di recente alla Regione Umbria dalla Corte dei Conti, ripresi anche dal quotidiano economico Il Sole 24Ore.
(Acs) Perugia 29 marzo 2012 – I consiglieri regionali del Popolo della Libertà, Massimo Monni, Andrea Lignani Marchesani e Raffaele Nevi annunciano, per lunedì 2 aprile, la presentazione di una mozione che dovrà impegnare la Giunta regionale dell'Umbria a ridurre i limiti di tempo e di spesa degli incarichi per consulenze esterne all'amministrazione regionale, così come prevedono i principi della massima efficienza e minor costo voluti dall'ex Ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta.
La legge nazionale, ricordano i tre consiglieri, “regolamenta l'affidamento di incarichi esterni per evitare conferimenti generalizzati, assunzioni di personale senza idonei requisiti e l'aggravio di costi inutili per i bilanci pubblici; ma la Regione Umbria lo ignora ed a rilevarlo non è solo il Pdl. La Corte dei Conti nel 2009 ha infatti constatato all'Umbria tre precise responsabilità: esosità della spesa, mancato espletamento delle procedure comparative e illegittimità degli incarichi sistematicamente e puntualmente rinnovati. Anche il Sole 24 Ore, aggiungono i consiglieri di opposizione, ha sottolineato l'anomalia delle consulenze ricordando che l'Umbria risulta l'unica Regione a non aver tagliato sugli incarichi esterni.
Solo nel 2009 sono stati spesi più di due milioni e mezzo di euro per incarichi esterni, una cifra sbalorditiva che - si domandano Monni, Lignani Marchesani e Nevi – serve forse alla sinistra per costruire il consenso necessario per vincere le elezioni che senza prebende e favori, non potrebbero essere conquistate?
L'uso degli affidamenti esterni, aggiungono, ha assunto in Umbria un carattere pervasivo e permanente in luogo della eventualità eccezionale e transitoria, con l'effetto conseguente di rappresentare un forte freno allo sviluppo delle professionalità del personale pubblico dell'amministrazione regionale che dovrebbe rappresentare io compito primario di una buona ed efficiente istituzione pubblica.
Distribuire prebende a pochi e per giunta pagate da tutti i contribuenti umbri, concludono, è molto più facile che impegnarsi a costruire un consenso politico che, senza questi ingenti fondi, non sarebbe più possibile mantenere”. GC/gc