Regione Umbria - Assemblea legislativa


EX OSPEDALE CITTÀ DI CASTELLO: “SINDACO BACCHETTA IMMOBILE E ISOLATO. URGENTE UN PIANO DI RECUPERO DA PRESENTARE ALLA REGIONE” – NOTA DI DOTTORINI (IDV)

In sintesi

Il capogruppo regionale dell’Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta quelle che definisce “nervose esternazioni” del sindaco di Città di Castello sulla denuncia da lui fatta sulle condizioni di “completo abbandono e degrado” dell’ex ospedale tifernate. Secondo Dottorini è ora “sbagliato giocare allo scaricabarile come fa il sindaco Bacchetta: le immagini parlano da sole e inchiodano il Comune. Se c’è un progetto, faremo squadra con chiunque per il bene della città”.

(Acs) Perugia, 20 marzo 2012 - “Le immagini parlano da sole. Comprendiamo l'imbarazzo e la difficoltà del sindaco Bacchetta nel vedere come un palazzo così importante di Città di Castello sia stato lasciato al degrado e all'abbandono per tanti anni. Altre realtà come Foligno e Gubbio hanno elaborato progetti e piani di recupero che poi sono stati sottoposti alla Regione, ma le amministrazioni che si sono succedute a Città di Castello, di cui lui ha sempre fatto parte, non sono state in grado di fare altrettanto”. Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le “nervose esternazioni” del sindaco di Città di Castello (http://goo.gl/rUWQk) in merito alla vicenda dell'ex Ospedale di largo Muzi “lasciato nel più completo abbandono e degrado”.

Secondo l’esponente dell’Idv adesso il punto non è quello di “giocare allo scaricabarile, ma di cercare una soluzione prima che sia troppo tardi. Sappia Bacchetta che noi siamo pronti a fare squadra con chiunque, compreso lui, pur di togliere la città, e in particolare il centro storico, dal degrado in cui è precipitata negli ultimi anni grazie a politiche prive di buon senso e visione strategica”. “A gennaio del 2010 – aggiunge Dottorini - avevamo già denunciato questa grave situazione, ma nessuno degli amministratori raccolse allora l’invito a un’azione decisa che andasse oltre la propaganda elettorale. Il nostro timore – spiega - è che la città possa perdere altri pezzi, come è già avvenuto per i corsi universitari a Villa Montesca o per la sede di Equitalia. Ricordo solo che fu un mio emendamento ad evitare che venissero messi in vendita i beni del lascito ‘Franchetti’, nel completo silenzio dell’Amministrazione comunale. È urgente ora che Città di Castello esca da questo immobilismo amministrativo che la porta ad isolarsi dal resto dell’Umbria e a subire in silenzio scelte che la vedono subalterna e incapace di proposta”.

“La politica tifernate – suggerisce il capogruppo regionale dell’Italia dei Valori - deve reagire e presentare subito alla Regione un Piano di recupero per la struttura dell'ex Ospedale, consultando i cittadini e garantendo la massima partecipazione possibile. Non vorremmo che si ripetessero gli stessi errori del contratto di quartiere nell'area ex Fat o della scelta del tracciato per la E78; occorre capacità di fare squadra, ma prima di tutto occorre un progetto. Se il sindaco Bacchetta lo ha – conclude Dottorini -,ce lo faccia sapere e, se non è indecoroso, noi faremo la nostra parte. Altrimenti continueremo a chiedere ciò che è giusto e doveroso per il bene e il decoro della nostra città. Come abbiamo sempre fatto”. RED/tb


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