POLITICA: “URGENTE AFFRONTARE LA QUESTIONE MORALE” - ROSI (PDL): “LE ISTITUZIONI UMBRE OCCUPATE DAI PARTITI DI MAGGIORANZA CHE GOVERNANO IN FUNZIONE DEI PROPRI INTERESSI”
Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl, interviene sulla questione morale e traccia un quadro dell'Umbria dove le istituzioni sono “occupate” dai partiti di maggioranza e vengono governate “in funzione dell’interesse di partito o di corrente o del clan cui si deve la propria carica, non nell'interesse della collettività umbra”.
(Acs) Perugia, 7 marzo 2012 – Dopo gli ultimi fatti di cronaca, che hanno portato ad arresti e indagini nei confronti di esponenti politici di diverse istituzioni italiane, il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl) interviene sulla questione morale: “Oggi più che mai è urgente affrontare la questione morale in politica perché è grave e non riguarda solo le singole persone, ma tutta la società. I 43 indagati a Napoli nella sanità, il presidente del Consiglio della Lombardia Davide Boni indagato, gli arresti in Umbria, ci dimostrano che ormai il vecchio sistema politico è imploso. Fino ad oggi la politica è stata lo specchio dell'arroganza del potere di ogni politico, della convinzione di ognuno di loro di essere invincibile perché poteva fare tutto quello che voleva della cosa pubblica. Ladri, corrotti e concussori delle alte sfere della politica e dell’amministrazione devono essere scovati, denunciati e messi in galera”.
“La questione morale nell'Umbria di oggi – secondo Rosi - fa tutt’uno con l’occupazione della Regione da parte dei partiti di maggioranza, che ormai governano da più di quarant'anni, e delle loro correnti, e fa tutt’uno con la guerra per bande e con i metodi di governo di costoro. Partiti che hanno occupato la Regione e tutte le sue istituzioni, che hanno la presunzione di scegliere anche quello che non gli compete. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università. Tutto è lottizzato e spartito tra di loro. Tutte le operazioni che le diverse istituzioni sono chiamate a compiere sono viste prevalentemente in funzione dell’interesse di partito o di corrente o del clan cui si deve la propria carica, non nell'interesse della collettività umbra. L'Umbria è silenziosa su questo. Oggi il cittadino è chiamato a dare un segnale di cambiamento, non chiedendo più al politico il 'favoretto' del posto per il figlio, ma esigendo che gli amministratori lavorino per trovare regole e soluzioni affinché si creino nuovi posti di lavoro, nuove prospettive per i giovani”.
“La questione morale – continua - non può essere ridotta soltanto alla riduzione dello stipendio dei politici, sicuramente un segnale di vicinanza alla gente, ma non la soluzione del problema, visto che ci sono dirigenti pubblici di primo livello che ne hanno uno maggiore. Andrebbe fatta una riduzione capillare degli enti inutili. Vanno razionalizzate le risorse umane negli enti, come si fa nelle aziende private. Va ridotto il diffuso assistenzialismo nei confronti delle imprese. Va introdotto il principio di meritocrazia e qualità nel settore pubblico, oggi totalmente legato a logiche clientelari. Non sono più tollerabili promozioni fatte ad hoc solo perché sei l'amico o l'amica di qualcuno. Il politico deve iniziare a rispettare le regole e avere il senso di responsabilità, soprattutto avere il coraggio di fare scelte anche impopolari, in parole povere di avere onestà intellettuale. Non è più tollerabile solo far 'capolino' nelle varie commissioni per prendere il 'gettone' di presenza. Il compito è difficile, perché dobbiamo andare a intaccare consuetudini e interessi personali, prassi ormai lontane da trasparenza e legalità, ma è il momento di cominciare a fare una grande rivoluzione culturale, agire in maniera completamente diversa, perché la gente è questo che ci chiede”. RED/pg