Regione Umbria - Assemblea legislativa


PALAZZO VITELLI A SANT’EGIDIO: “L’ACQUISTO STA SLITTANDO PER LOGICHE SPARTITORIE DI POTERE” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)

In sintesi

Secondo il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani l'acquisto di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio di Città di Castello starebbe slittando a causa di “ritardi, gelosie e veti incrociati che regnano nella Fondazione Cassa di risparmio che, dopo i proclami trionfalistici, vuole riproporre un nuovo Statuto (non quello celermente approvato dal Consiglio comunale) per poter allargare il numero di componenti del Comitato direttivo di competenza della Fondazione stessa”.

 

(Acs) Perugia, 1 marzo 2012 – “Da giorni i toni trionfalistici sull’acquisto di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio di Città di Castello hanno lasciato il posto ad un silenzio assordante”. Lo afferma il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani, secondo il quale “nonostante gli sforzi del Consiglio comunale che ha il merito di aver velocemente approvato lo Statuto del nuovo organismo di gestione, coinvolgendo anche l'opposizione”, si riscontrano adesso “i ritardi, le gelosie, i veti incrociati e la inadeguatezza che regnano nella Fondazione Cassa di Risparmio che, dopo i proclami trionfalistici, vuole riproporre invece un nuovo Statuto per poter allargare il numero di componenti del Comitato direttivo di competenza della Fondazione stessa. Una lotta di potere interna che è il motivo del dilatarsi dei tempi e che fa riemergere vecchi interrogativi. Perché delle due l’una: o l’operazione è veramente 'strategica' e quindi non ci si può fermare di fronte alle esigenze, agli interessi e alla vanagloria dei singoli; oppure è solo l’occasione per esercitare potere e clientele e allora sarebbe molto meglio destinare queste risorse alla funzione strategica di sussidiarietà cui le Fondazioni sono per vocazione destinate, tanto più in tempi di ristrettezze economiche degli Enti locali”.

A sentire il sindaco ed i vertici della Fondazione – ricorda Lignani - sembrava irrinunciabile una celere definizione della vicenda e chi, come il sottoscritto, invitava ad una pausa di riflessione sull’opportunità dell’operazione, era additato come il solito guastafeste. I dubbi in proposito non sono certo stati dissipati, anche perché la fretta era dettata principalmente da Banca Intesa, che voleva disfarsi di un onere e mettere a bilancio l’incasso. Va comunque dato atto al Consiglio comunale di aver fatto interamente la sua parte, approvando in breve tempo lo Statuto del nuovo organismo di gestione che, come noto, si è reso necessario per le normative vigenti che impediscono alle Fondazioni di fare operazioni immobiliari. Va dato atto altresì al sindaco di aver coinvolto l’opposizione nell’operazione, tenendo conto di un quadro strategico in divenire in cui va coinvolta l’intera Città”. RED/pg


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