TERZA COMMISSIONE: “NON INTENDIAMO ESSERE COINVOLTI NELLE POLEMICHE INTERNE ALLA MAGGIORANZA SUI CAVILLI REGOLAMENTARI” - MONACELLI (UDC) SPIEGA LA NON PARTECIPAZIONE AL VOTO PER L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE E DEL VICEPRESIDENTE
Il capogruppo regionale dell'Udc, Sandra Monacelli spiega, in una nota, le motivazioni per le quali questa mattina non ha partecipato al voto, in Terza Commissione, per l'elezione del presidente e del vice presidente dell'organismo di Palazzo Cesaroni. “Non intendiamo – spiega - essere coinvolti nelle polemiche interne alla maggioranza sui cavilli regolamentari, quando invece si dovrebbe discutere della correttezza dei rapporti politici e dei veri problemi che colpiscono la nostra regione. Adesso che la maggioranza ha in mano tutti i ruoli istituzionali della Regione – osserva il capogruppo centrista -, siamo curiosi di vedere cosa ne farà e se ciò sarà utile per accelerare senza scuse il percorso delle riforme, ma ne dubitiamo fortemente”.
(Acs) Perugia, 29 febbraio 2012 - “Il Gruppo Udc non ha preso parte alla votazione in Terza Commissione per l'elezione del presidente e del vicepresidente in quanto non intende essere coinvolto nelle polemiche interne alla maggioranza sui cavilli regolamentari, quando invece si dovrebbe discutere della correttezza dei rapporti politici e dei veri problemi che colpiscono la nostra regione”. Lo scrive, in una nota, Sandra Monacelli (capogruppo Udc) per la quale “ nella riunione di stamani si è ancora una volta assistito a un braccio di ferro interpretativo dei regolamenti che manifesta una profonda spaccatura nella maggioranza, evidenziando anche un assedio nei confronti del Presidente del Consiglio regionale, inviso apertamente a larga parte dei suoi”.
“La maggioranza, tra ricatti e scontri – commenta il capogruppo centrista -, prosegue così nel suo arroccamento e nell'avvitamento su se stessa, mostrandosi più che mai sorda ai richiami al buon senso e al dialogo che si levano insistentemente dalla società civile, provenienti anche dalla sua stessa parte politica. Il 'vulnus' dell'assetto dell'Ufficio di presidenza continua quindi a produrre i suoi effetti pesanti, con una maggioranza sempre più debole che eccepisce su tutto e con divergenze sempre più marcate al suo interno; una situazione che sta paralizzando l'attività del Consiglio regionale”.
“Avevamo apprezzato l'apertura della maggioranza nel voler riallacciare un rapporto con le opposizioni – osserva Monacelli -, indispensabile per incamminarsi sulla via delle riforme che ormai non possono più essere ulteriormente procrastinate. Ci attendevamo però che dalle parole si fosse passati rapidamente ai fatti. Non bisogna dimenticare che la reazione delle minoranze di dimettersi dai rispettivi ruoli all'interno delle Commissioni consiliari è stata determinata dalla 'occupazione' integrale da parte della maggioranza dell'Ufficio di presidenza, una situazione senza precedenti a livello nazionale”.
Per il capogruppo Udc, “a questa anomalia tutta umbra si è ora aggiunto il 'pieno' nelle Commissioni consiliari. Adesso che la maggioranza ha in mano tutti i ruoli istituzionali della Regione, siamo curiosi di vedere cosa ne farà e se ciò sarà utile per accelerare senza scuse il percorso delle riforme, ma ne dubitiamo fortemente. In questo momento – conclude Monacelli - abbiamo di fronte a noi una maggioranza a cui calza a pennello il paradigma del dinosauro: un essere mastodontico dominatore del mondo che, inconsapevole delle mutate condizioni, non è stato in grado di adattarsi ai cambiamenti e per questo condannato all'estinzione”. RED/as