Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONFERENZA STAMPA PDL: “NON BLOCCHEREMO L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE, MA DIMOSTREREMO CHE L’AUTOSUFFICIENZA DELLA MAGGIORANZA NON ESISTE” – DIMISSIONARI ANCHE I VICEPRESIDENTI DELLE COMMISSIONI

In sintesi

IL Pdl ha spiegato in una conferenza stampa che la rinuncia ai ruoli di responsabilità fin qui ricoperti (oltre a quelli dell’Ufficio di presidenza anche a tutte le vicepresidenze delle Commissioni) non comporterà il blocco dell’attività politica e istituzionale, ma è finalizzato a dimostrare che non c’è un’autosufficienza della maggioranza di centrosinistra. “Non prendiamo lezioncine dalla maggioranza, non ci sono inciuci perché non vogliamo alcuna poltrona e non siamo interessati ad una larga coalizione”: queste alcune delle puntualizzazioni esternate dal capogruppo Nevi e dagli altri consiglieri intervenuti.

 

 

 

(Acs) Perugia, 23 febbraio 2012 – “La nostra è una rinuncia ai ruoli di responsabilità che abbiamo fin qui ricoperto, non bloccheremo affatto l’attività istituzionale ma è chiaro che il nostro atteggiamento da ora in avanti cambia, sarà opposizione più dura per dimostrare che l’autosufficienza della maggioranza di centrosinistra non esiste”: lo ha detto il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Raffaele Nevi, durante la conferenza stampa convocata per stamani dal Popolo delle libertà per spiegare la posizione assunta dall’opposizione in merito a quanto accaduto in Aula, con la rielezione dell’Ufficio di presidenza per la prima volta senza alcun rappresentante della minoranza. Inoltre, dopo le dimissioni di Lignani Marchesani e De Sio dall’Ufficio di presidenza, confermate anche quelle dei vicepresidenti di centrodestra dalle varie Commissioni.

 

“Vogliamo fare chiarezza – ha spiegato il capogruppo del Pdl - e respingere accuse e lezioncine di etica e politica provenienti dalla maggioranza e riprese da alcuni organi di informazione. Non c’è nessun inciucio, non siamo diventati giustizialisti, non siamo stati incoerenti anzi, i nostri rappresentanti nell’Ufficio di presidenza hanno dato un segnale di alta politica offrendo le loro dimissioni, cosa che altri non contemplano nemmeno di fare, nonostante la situazione sia di una gravità inaudita, con un vicepresidente arrestato e decine di carabinieri dentro il palazzo a sequestrare e a sigillare uffici e documenti”.

“Il Partito democratico – ha proseguito – continua a non voler fare nulla, se non sostituire il vicepresidente, ma è evidente che non sono autosufficienti. Cosa farà l’Italia dei Valori, che in Aula ha fatto mancare i propri voti distinguendosi nettamente sulla questione degli inquisiti seppure non parlando di Riommi, forse perché cadrebbe l’assessore Casciari? Per non parlare di Rifondazione comunista che, tramite il segretario nazionale annuncia l’indisponibilità a prendere il posto vacante della vicepresidenza e poi ci fa sedere il capogruppo Damiano Stufara. E vogliono dare lezioni a noi e ci accusano di non essere coerenti, addirittura dicono che puntavamo ad una poltrona presidenziale ed eravamo pronti all’inciucio. Lo ripeto, il Pdl è indisponibile a una larga coalizione”.

 

“Ricordo un discorso della presidente Marini in Aula in cui parlava della superiorità morale del suo schieramento – ha detto l’ormai ex-vicepresidente del Consiglio Andrea Lignani Marchesani – ma adesso, tra inchieste giudiziarie e comportamenti in Aula, dovrebbe chiedere scusa, non tanto a noi ma agli umbri. In qualsiasi altro Paese le conseguenze di ciò sarebbero le dimissioni”.

 

“Ci siamo dimessi per favorire un dibattito sulla grave situazione in cui versa l’istituzione regionale – ha detto Alfredo De Sio – con le inchieste che si moltiplicano e l’emergenza che sale di livello. La presidente Marini poteva affrontare il discorso delle riforme o almeno sgomberare il campo dalle macerie giudiziarie che minano la tenuta del Consiglio. Non ha seguito nessuna delle due strade”.

 

E’ intervenuto anche il consigliere Massimo Mantovani, per sottolineare che “oltre al problema etico-morale, la Marini deve far capire come vuole fare le riforme di cui questa regione ha bisogno, se intende seguire le indicazioni europee e del governo nazionale oppure se perseguirà la ‘linea Bracalente’, quel progetto illuminato di regione leggera basato su numeri che restano incontrovertibili. Se sono riforme serie ci possono interessare, ma la sensazione è che quelle in atto siano solo di facciata. Se ha coraggio, siamo pronti a dare il nostro contributo”. PG/pg

 

FOTO ACS CONFERENZA STAMPA PDL: http://goo.gl/nWcNI

 


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