ARRESTO GORACCI: “UMBRIA A RISCHIO, SERVE UNA FASE POLITICA NUOVA E UNA STAGIONE DI RIFORME” - APPELLO DI MONACELLI (UDC), “NESSUNA RICHIESTA DI SPAZI, MA SERIO CONFRONTO PROGRAMMATICO”
Sandra Monacelli, capogruppo Udc a palazzo Cesaroni, in una conferenza stampa ha spiegato le ragioni di una iniziativa politica del suo partito, in vista del rinnovo dell'Ufficio di presidenza, e con la quale si invitano maggioranza ed opposizione ad “aprire una fase completamente nuova per la politica umbra e una vera stagione di riforme”. Per Monacelli il caso Goracci ha precipitato l'Umbria in una crisi politica tale che “potrebbe travolgere l'Umbria intera” e che dunque non può essere affrontata solo con la sua sostituzione.
(Acs) Perugia 17 febbraio 2012 – “Mercoledì prossimo il Consiglio regionale non può limitarsi a sostituire il vicepresidente Goracci con un altro nominativo, come se nulla fosse accaduto o si potesse risolvere con una semplice turnazione. In Umbria la casa della politica brucia, la credibilità del Consiglio regionale ci preoccupa fortemente. In gioco c'è la tenuta della Regione e il futuro delle nuove generazioni. Ma nonostante ciò si continua a minimizzare: Lo sta facendo la presidente della Giunta e il Pd che ha assunto un atteggiamento vagamente distratto e di basso profilo; mentre Rifondazione comunista alza addirittura la voce, invece di riflettere sui suoi enormi problemi nazionali ed umbri”. Sandra Monacelli, capogruppo Udc, in una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, con a fianco il segretario provinciale Marco Angelini, dà questa immagine della situazione politica regionale successiva al caso Goracci, ed a nome dell'intero partito lancia “un appello, deciso e convinto, a tutte le forze politiche che siedono a Palazzo Cesaroni”.
Spiega che, “è ormai inevitabile, già da mercoledì, aprire una fase completamente nuova per la politica umbra; una vera stagione di riforme, anche perché quelle fin qui realizzate hanno disatteso le aspettative”. Dopo aver chiarito che nelle intenzioni dell'Udc “non c'è alcuna ricerca di spazi o di strapuntini da occupare”; ma solo il desiderio di stimolare un confronto su quanto sta accadendo in Umbria per far comprendere le enormi difficoltà del momento, “che potrebbero travolgere l'Umbria intera se dovesse cadere addosso alla maggioranza una prossima tegola”, Monacelli ha anticipato la disponibilità politica del suo partito in questo ambito ben definito. “Siamo disposti a ragionare a tutto tondo, anche sull'Ufficio di presidenza che dovrà essere rieletto mercoledì 22 febbraio, a condizione che si apra un discorso programmatico sulle grandi riforme che l'Umbria attende, a partire da quella sanitaria”.
Anche a livello nazionale, ha osservato Sandra Monacelli, le cose sono cambiate profondamente. Si sono aperti scenari politici nuovissimi, derivanti da una oggettiva situazione di crisi, con il varo si un governo tecnico guidato da Mario Monti che sembrava impossibile solo qualche mese fa. L'Umbria non può rimanere sorda e cieca davanti ad una situazione di difficoltà palpabile, e sopratutto non può pensare di cavarsela con soluzioni numeriche, come quelle di cui si sente parlare”. Già nel passato, ha ricordato Marco Angelini, le maggioranze che governavano la Regione, riconoscevano formalmente il ruolo istituzionale delle forze politiche avverse, e questo avrebbe un significato maggiore se avvenisse in un momento di difficoltà della maggioranza che da tempo è evidente a tutti”. Nel corso della conferenza è stato sottolineato anche che quanto emerge dalla vicenda Gubbio rischia di non essere una eccezione, “perché certe alterazioni si producono più facilmente laddove la stessa classe politica è al potere da troppi anni”. GC/gc