CONSIGLIO REGIONALE: NO ALLA MOZIONE DI PDL E LEGA SULLA POSSIBILITÀ DI CHIUDERE IL CICLO DEI RIFIUTI UTILIZZANDO I CEMENTIFICI – MAGGIORANZA COMPATTA SULL’ATTUALE PIANO
Il Consiglio regionale ha respinto la mozione di Pdl e Lega che chiedeva di valutare, attraverso un apposito gruppo di studio, la possibilità di utilizzare le cementerie per chiudere il ciclo dei rifiuti in Umbria. La maggioranza ha deciso di proseguire nell’attuazione del Piano dei rifiuti corrente, puntando sull’incremento della raccolta differenziata e prevedendo altre soluzioni possibili attraverso il ricorso alla migliore tecnologia esistente.
(Acs) Perugia, 7 febbraio 2012 – Il Consiglio regionale ha respinto, con 18 voti contrari, 8 favorevoli (Pdl, Lega, Udc) e 1 astensione (Fare Italia), la mozione presentata dai capigruppo di Pdl e Lega, Raffaele Nevi e Gianluca Cirignoni e Fiammetta Modena (Per l’Umbria), che chiedeva l’impegno della Giunta a “valutare, con l’ausilio di un gruppo di studio composto da tecnici anche delle principali associazioni di categoria, la possibilità dell’utilizzo delle cementerie per chiudere il ciclo dei rifiuti in Umbria e di rimettere al Consiglio regionale una dettagliata relazione su costi e benefici, sia economici che ambientali, di tutte le soluzioni possibili”.
La maggioranza di centro sinistra ha ribadito la convinzione di voler portare avanti il Piano rifiuti attuale, non sconfessando le scelte fatte e mirando al raggiungimento degli obiettivi previsti in materia di raccolta differenziata, lasciando aperta la possibilità di altre soluzioni per la chiusura del ciclo. L’assessore all’ambiente Silvano Rometti ha sottolineato che i dati sulla differenziata in Umbria, già attorno al 45 per cento nel 2011 e prossimi all’ufficializzazione (nei prossimi giorni), sono calcolati in modo più rigoroso rispetto ad altre regioni: “con il sistema di calcolo della Toscana, ad esempio, saremmo già al 55 per cento. Puntiamo di arrivarci nel più breve tempo possibile”. L’assessore ha anche annunciato che l’Ati 2 (Perugia) ha insediato una commissione tecnica per predisporre il trattamento finale dei rifiuti e che fra i soggetti selezionati c’è una agenzia svizzera che ha lavorato nell’impiantistica di Milano, Parigi e Genova. “Puntiamo sull’alta tecnologia e non sull’incenerimento nei cementifici”. Per Raffaele Nevi (Pdl), “è evidente che non si può approfondire nulla, c’è una scelta già fatta. La cosa più incredibile è che si dice che tutto questo è condiviso. Io non l’ho vista tutta questa condivisione sull’ipotesi inceneritore di Perugia e sull’ampliamento delle discariche. Tra poco scoppierà un putiferio. Il tema è molto serio perché attiene alle tasche dei cittadini che pagano le tariffe di smaltimento. Inoltre gli imprenditori e le associazioni ci dicono che è necessario discuterne”. Franco Zaffini (Fare Italia), che avrebbe preferito che la mozione stessa avesse contemplato la possibilità di riaprire il dibattito sulla chiusura del ciclo, si è invece astenuto.
GLI INTERVENTI
RAFFAELE NEVI (capogruppo PDL): “La mozione presentata da Pdl e Lega chiede, in sostanza, che la Regione appronti uno studio approfondito e su basi rigorosamente scientifiche, lasciando quindi da parte le considerazioni prettamente politiche, che in tempi rapidissimi e comunque dopo avere sentito le categorie economiche interessate porti ad una soluzione definitiva per chiudere il ciclo dei rifiuti e ci dica quali sono i ritorni economici e la migliore salvaguardia possibile dell’ambiente. Chiediamo di discutere tutte le soluzioni possibili, posto che con la raccolta differenziata non si riuscirà a smaltire tutto e che si sta andando avanti con la barbara metodologia del conferimento in discarica, mentre tutto il mondo occidentale va nella direzione contraria, essendo chiaro ormai che si tratta di una soluzione troppo impattante per l’ambiente. Perfino la Puglia governata da Vendola ha consentito la termovalorizzazione dei rifiuti sia ai cementifici che alle centrali elettriche in modo, a quanto sembra, meno impattante. In Umbria, invece, non si arriva mai a niente per il veto pesantissimo della parte più radicale del centrosinistra”.
FRANCO ZAFFINI (Fare Italia): “La mozione di Pdl e Lega non fa una piega perché riconosce che ci sono già tre cementifici che pompano in atmosfera importando il carbone, quindi l’ipotesi va valutata tecnicamente ed economicamente, non politicamente. Tuttavia mi astengo, e sottolineo che sarebbe stato meglio concordarla insieme, perché il documento dovrebbe partire dall’impegno di riaprire il dibattito sul Piano rifiuti, poiché quello attuale è inapplicabile. Prescrive che si individui il luogo, nell’ambito del Comune di Perugia, dove costruire un altro inceneritore, quando tutti sappiamo che non si farà mai ed è meglio così, perché tre ‘camini’ basterebbero se si dovesse smaltire una frazione secca intorno al 10 per cento, ma qui abbiamo buttato la ‘monnezza’ sotto il tappeto mentre le discariche vanno in esaurimento. Anche il precedente Piano, quello sottoscritto dall’assessore Monelli, che pure era di Rifondazione comunista, prevedeva un ‘camino’ unico a Terni e la possibilità di smaltire nei cementifici, ma fu smentito dal protocollo che la Regione, a guida Lorenzetti, firmò con l’allora sindaco di Gubbio, Orfeo Goracci, che ottenne di non fare mai alcun tipo di termovalorizzazione di qualsiasi rifiuto sul territorio di Gubbio. Una gestione schizofrenica del Piano rifiuti. Per questo chiedo riaprire il dibattito”.
OLIVIERO DOTTORINI (capogruppo IdV): “La mozione presentata da Pdl e Lega propone uno studio a senso unico, sull’unica modalità del trattamento dei rifiuti nei cementifici, mentre sarebbe stato più corretto valutare tutte le opzioni per la chiusura del ciclo dei rifiuti, a partire dal trattamento meccanico-biologico che purtroppo il Piano dei rifiuti non contempla. Ecco, noi non saremmo contrari per partito preso a incaricare una commissione, formata non dai tecnici delle associazioni di categoria degli imprenditori che magari hanno interessi diretti, ma da tecnici indipendenti, associazioni di consumatori, ambientalisti. In quel caso scopriremmo probabilmente che mettendo a computo tutti i costi e benefici del processo e facendo una valutazione economica, energetica e ambientale, dovremmo arrivare ad assumere il principio rifiuti zero come criterio guida. E’ una delle grandi pecche del Piano rifiuti regionale che invece, altri piani di altre realtà in Europa e in Italia, hanno assunto come criterio guida, diversamente dall’Umbria. Il peggiore modo per valorizzare energeticamente i materiali è quello di bruciarli. Il rapporto tra energia ricavata ed energia spesa è assolutamente negativo. La spesa energetica più elevata nel trattamento di un oggetto in plastica, ad esempio, è la sua realizzazione, dall’estrazione delle materie prime alla produzione al trasporto, e il modo più corretto per utilizzarla è il suo riutilizzo. Già il riciclo è più dispendioso, energeticamente, rispetto al riutilizzo. Figuriamoci cosa significa la soluzione discarica e il trattamento termico, da questo punto di vista. Il trattamento dei rifiuti nei cementifici pone problemi tecnici: quello dei filtri, delle temperature di combustione, dell’utilizzo delle ceneri e delle emissioni di Co2, di mercurio, di diossine che gli studi più attendibili considerano non tranquillizzanti. Allora noi riteniamo che occorra partire da quello che di buono già prevede il nostro Piano rifiuti: il passaggio tassa-tariffa in base al principio che chi più inquina paga, il 65 per cento di differenziata entro il 2012, un'ulteriore differenziazione che ci porti al 75-80 per cento. Il Piano si regge su un delicato equilibrio tra le diverse fasi e l’eventuale impiantistica dovrà essere parametrata sul residuo indifferenziato. La soluzione cementifici, al contrario, consisterebbe in forni che bruciano di tutto e finirebbe per bloccare l’incremento della raccolta differenziata che diverrebbe solo elemento accessorio. Pertanto riteniamo che la soluzione sia quella di applicare il Piano attuale e, quando avremo raggiunto i livelli di differenziazione previsti, prevedere una modalità di chiusura del ciclo parametrata sulle previsioni e attraverso un bando europeo separando i gestori delle fasi del ciclo e lasciandolo nelle mani del pubblico, come avviene nelle realtà più virtuose. Pertanto voteremo contro la mozione di Pdl e Lega”.
ORFEO GORACCI (Prc-FdS): “Non so vedere la mozione presentata dai colleghi di centrodestra come positiva, come ha fatto il collega Dottorini. Mi sembra sia la volontà del presidente di Confindustria, che la ribadisce due volte la settimana sui giornali dei cementieri. Dobbiamo accelerare la realizzazione dei processi virtuosi previsti dal Piano dei rifiuti. E’ necessario ampliare la raccolta differenziata. Ci sono i tre camini pronti, sostenuti da chi dice che non costano, che sarebbero adatti alla nostra situazione, ma il buon senso mi dice che sia opportuno invece raggiungere le quote più elevate di raccolta differenziata. Il giudizio sulla mozione è negativo anche perché, per realizzare uno studio di fattibilità, i cementieri potrebbero portare anche un premio nobel a dirci che quella è la soluzione migliore. Sappiamo tutti che tipo di business ci sia attorno ai rifiuti. Il buon senso non va mai sottaciuto: la produzione del cemento è già un’attività fra le più impattanti che possano esistere, nonostante il fatto che se non ci fossero a Gubbio due cementifici non so quale scenario occupazionale avremmo. Tuttavia è un’attività che mangia i monti, porta l’impatto dei camion per il trasporto della materia prima e tutti i problemi logistici collegati. Dobbiamo invece proseguire sull’attivazione del Piano rifiuti con la parte fondamentale della raccolta differenziata. Quando saremo a percentuali relativamente basse, la collocazione della rimanenza potrebbe non essere difficile. Su argomenti come la salute e la qualità della vita non si transige, al di là di chi amministra. E cemento e termovalorizzazione cozzano contro le caratteristiche ambientali e turistiche di una regiona come la nostra”.
MASSIMO BUCONI (PSI): “Riconosco che la mozione di Pdl e Lega ha una buona dose di pragmatismo rispetto a una problematica dalle molte sfaccettature. La Giunta ha mantenuto gli impegni circa il sostenere economicamente la raccolta differenziata per raggiungere gli obiettivi di Piano. Occorre insistere, i risultati stanno venendo. Per noi non è un tabù ragionare sul non caricare il territorio di punti critici per le emissioni. Basta sapere come farlo, farlo bene, guardando alla economicità gestionale ed alla sostenibilità ambientale. Se la discussione nascesse oggi avremmo altre idee, ma mi attengo agli atti di programmazione di questa regione. Il Piano è da rispettare in tutte le sue parti, prevedendo i tempi per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Non possiamo perciò votare a favore della mozione, ma allo stesso tempo dobbiamo individuare il sito perugino per la termovalorizzazione”.
SANDRA MONACELLI (UDC): “E’ stato davvero compreso il percorso da fare nella gestione del ciclo rifiuti? Questa è la domanda da porsi, al di là della semplificazione che la mozione ha, essendo riassuntiva di molte questioni. Pone comunque la questione di fondo, ovvero punta sulla necessità di avere un approccio più laico, meno massimalista. No a visioni ideologizzate, che precludono soluzioni sostenibili e possibili, No ad un approccio ideologico, per affrontare invece in modo scientifico e senza dogmi politici la questione. Non sono pronta ad incartare il dibattito regionale dietro logiche precostituite. Ben venga la proposta di aprire un dibattito che coinvolga scienza e imprenditoria per capire, al netto di costi e benefici, su quali azioni puntare. Serve meno ideologia e più apertura al confronto quindi, ben venga una commissione specifica. Per questi motivi voterò a favore della mozione”.
LAMBERTO BOTTINI (PD): “E’ evidente che, a intervalli regolari, discuteremo su questa materia complessa ma che è comunque da governare. Credo bisogna far riferimento ai passaggi che abbiamo fatto. Nell’ultima audizione in commissione, le considerazioni e il quadro complessivo hanno detto che
SILVANO ROMETTI (assessore all’ambiente): “Ho rappresentato già in Commissione cosa si sta facendo. Sulla mozione dico che il trattamento dei rifiuti attraverso i cementifici è pratica attuabile ed attuata, ci sono pro e contro, è molto diffusa nel Paese, vedi