PIANO OFFERTA FORMATIVA: SAN VENANZO NON PIÙ CON BASCHI, MA CON LA VICINA FABRO E IN PROSPETTIVA CON LA PIÙ NATURALE MARSCIANO - VOTO A MAGGIORANZA SU UN EMENDAMENTO DEL PRESIDENTE BUCONI
Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza(18 favorevoli, 7 astenuti (Pdl) e tre contrari) il Piano regionale sulla offerta formativa, rinviato una settimana fa, decidendo di accorpare per un anno l'Istituto comprensivo del Comune di San Venanzo, non più a Baschi ma alla più vicina Fabro. La nuova proposta, sulla quale ha espresso favorevole anche la Giunta regionale, è stata presentata come emendamento dal relatore Massimo Buconi, presidente della terza Commissione, ed impegna la Giunta ad istituire un tavolo di confronto con le varie istituzioni per valutare l'ipotesi di agganciare nel futuro piano le scuole di San Venanzo alla Media valle del Tevere in provincia di Perugia.
(Acs) Perugia 7 febbraio 2012 – L'istituto scolastico comprensivo del comune di San Venanzo, 159 alunni un numero del tutto insufficiente a mantenere la propria autonomia scolastica, non verrà accorpato con Baschi, ma con quello della più vicina Fabro, e la Regione, entro un anno, si impegna a soddisfare la naturale propensione del Comune di San Venanzo che appartiene alla Provincia di Terni ad agganciarsi al sistema formativo della Media Valle del Tevere e del marscianese.
Con questa soluzione, votata a maggioranza (18 favorevoli, 7 astenuti (Pdl) e tre contrari (Cirignoni Lega nord, Monacelli Udc e Valentino Pdl), il Consiglio ha approvato il Piano regionale sulla offerta formativa, rinviato una settimana fa proprio sulla vicenda Fabro, accompagnandolo con l'indicazione politica, favorevolmente accolta dall'assessore Carla Casciari a nome della Giunta, di promuovere ed istituire un tavolo di confronto con le due Province, “per individuare idonee e possibili soluzioni alle questioni di organizzazione scolastica che coinvolgono i due enti”.
In apertura di seduta il relatore unico dell'atto Massimo Buconi, presidente della III Commissione, ha spiegato come il piano è stato formulato dalla Giunta sulla base dei due piani provinciali di Perugia e Terni e che di fatto persegue gli obiettivi fissati dal Ministero dell'istruzione per contenere la spesa scolastica. Un piano, ha precisato Buconi, rispetto al quale l'Umbria è riuscita a far valere il concetto di media regionale complessiva, meno penalizzante dell'applicazione dei parametri per ogni singola scuola (1000 alunni per istituto comprensivo verticale (elementari, medie e superiori) con deroga a 600 per le zone montane.
Dopo aver ricordato la novità dei due nuovi indirizzi scolastici, quello coreutico al liceo musicale Angeloni di Terni e quello musicale al liceo classico Mariotti di Perugia, Buconi ha ripercorso la vicenda che la settimana scorsa aveva portato al rinvio del voto, spiegando che ci sono stati contatti con molti sindaci dei comuni interessati della provincia di Terni e una audizione, ieri pomeriggio, con l'assessore provinciale Stefania Cherubini. “Ma da una successiva riflessione informale fatta in terza Commissione, le pure legittime spiegazioni date da Terni per accorpare San Venanzo a Baschi, non ci sono sembrate sufficientemente forti”. In ragione di ciò Buconi ha presentato un emendamento a sua firma spiegandolo in questi termini, “per per dare a tutti i Comuni pari dignità nelle scelte - così come Guardea ha espresso il desiderio di non accorpare le sue scuole con Baschi ma con Attigliano - ci sembra legittima la richiesta di San Venanzo di collegarsi ad una realtà più omogenea, qual è la vicina Fabro nell'Alto Orvietano. Questo permette di risolvere momentaneamente il problema e consente alla Giunta regionale di riconsiderare tutte le questioni poste con il prossimo Piano di offerta formativa, anche nell'ottica di soddisfare la propensione naturale di quel Comune verso la Media Valle del Tevere, nel rispetto di quegli ambiti territoriali funzionali richiamati più volte dal indirizzi della di programmazione della rete scolastica umbra “.
Interventi:
ALFREDO DE SIO (Pdl) “È da elogiare il lavoro fatto dal presidente Buconi e quello dell'assessore Casciari. Ma resto critico sulla soluzione adottata, figlia anche di scelte precedenti. In prospettiva si deve necessariamente arrivare a forme di risparmio. Ci auguriamo che si arrivi all'accorpamento di San Venanzo con Marsciano, la scelta più naturale. Per ora non si capisce oggi la volontà della Giunta un po' schizofrenica di mantenere istituti comprensivi a tutti i costi, sapendo che dovranno essere superati e che alcuni comuni come Guardea hanno già capito ed individuato. Ci auguriamo che il prossimo piano possa anche superare le divisioni fra le due province”.
DAMIANO STUFARA (capogruppo Prc-Fds) A fronte di tante problematiche sopratutto nella provincia di Terni, siamo indotti - nostro malgrado – a ragionare con in testa un'unica idea fissa, risparmiare, anche chiudendo interi plessi scolastici. Credo anche che la Regione non passa limitarsi a prendere atto in modo neutro del lavoro fatto dalle Province: quella per San Venanzo è una proposta insufficiente che ignora il presupposto principale della continuità territoriale. E' un caso unico: San Venanzo ha la gran parte dei suoi servizi verso Marsciano in provincia di Perugia. Dal prossimo anno dovremo trovare le sinergie necessarie puntando su un obiettivo strategico con Marsciano. A mio giudizio andava bene la proroga di un anno della sua autonomia, ma mi rendo conto della necessità di una transizione. Le Province e la Regione devono governare questi processi. Suggerisco all'assessore Casciari di aprire fin da ora un tavolo permanente”.
FAUSTO GALANELLO (Pd) “Argomento apparentemente semplice che si complica per le tante esigenze di alunni, cittadini, docenti, personale scolastico. La riforma ovviamente dà poco spazio ed impone accorpamenti forzati ed anomali, sopratutto nelle aree montane. Abbiamo capito le ragioni tecniche della Provincia di Terni nel proporre l'accorpamento di San Venanzo con Baschi; ma i tanti contatti gli approfondimenti con i sindaci delle varie realtà, la impossibilità di accorpare con Marsciano, ci hanno indotto a formulare questa mattina una soluzione transitoria di un anno che non comporta grandi sconvolgimenti, ad esempio, e dà la possibilità di reimpostare il problema, entro un anno, anche in vista della riforma endo-regionale che oggi colloca San Venanzo in ambiti diversi”.
SANDRA MONACELLI (Udc) “Ero pronta a votare l'atto di distacco di San Venanzo da Baschi, ma ora mi trovo di fronte di un nuovo colpo di scena. La Regione per non scontentare la Provincia di Terni, che ha redatto un piano inaccettabile, fa una nuova scelta tampone. I problemi emersi non si possono affrontare in modo scanzonato. San Venanzo dista 57 chilometri da Baschi con cui si doveva accorpare, bisogna attraversare il Monte Peglia. La riforma, piaccia o no, è la conseguenza logica del debito pubblico, figlio del vivere per troppo tempo sopra le proprie possibilità. Prendiamo atto che domani le Province saranno superate e con esse i vincoli di oggi. Quindi sarebbe più logico sospendere il tutto in attesa delle scelte sulle Province. Non possiamo fare una guerra per mantenere in piedi singole dirigenze scolastiche. Per addolcire la pillola stiamo disconoscendo il ruolo di programmazione che è proprio della Regione”.
GIANLUCA CIRIGNONI (Lega Nord) “Dovremmo sburocratizzare la nostra scuola e semplificare. Invece ci troviamo di fronte alla protesta di 700 cittadini di San Venanzo che gravita quasi per intero nell'area del marscianese, in provincia di Perugia. Questo dimostra quanto è distante la Provincia di Terni dalle loro esigenze. Giusta era la prima decisione della III Commissione, prorogare di un altro anno la situazione precedente. Mi auguro che i cittadini raccolgano le firme per uscire dalla Provincia di Terni e rientrare in quella di Perugia”.
CARLA CASCIARI, (Assessore) “In attesa della sentenza della Corte costituzionale sula titolarità in materia di dimensionamento scolastico, che la legge contestata ci impone di fare sul numero degli studenti, e poiché l'Umbria è già quasi nei parametri del ministero siamo siamo riusciti a salvare quasi per intero gli istituti comprensivi esistenti. Ci saranno invece problemi enormi per le piccole scuole di montagna. Come Giunta siamo favorevoli all'emendamento presentato dal presidente della III Commissione Massimo Buconi che ha svolto un lavoro importante accogliendo le istanze di San Venanzo, accorpato innaturalmente con Baschi. Voglio evidenziare come la stessa Commissione ha accettato quasi per intero tutto il lavoro fatto dalle due Province, in particolare quello puntiglioso di Terni. L'istituto di San Venanzo è quello più debole come numero di ragazzi, 159, e rischiava di essere cancellato da subito. Per questo, proprio per salvare fisicamente la scuola, la Provincia aveva optato per l'accorpamento forzato con Baschi. Per noi è comunque condivisibile la fase transitoria emersa stamattina, con l'accorpamento di San Venanzo al più attiguo territorio di Fabro. Siamo d'accordo per istituire da subito il tavolo interistituzionale con l'Ufficio scolastico regionale e le due Province per affrontare in modo organico la questione. Voglio ricordare in ultimo i tempi strettissimi in cui siamo stati chiamati a decidere. GC/