PIANO REGIONALE SCUOLE: PARERE NON FAVOREVOLE SOLO SULL'ACCORPAMENTO DI SAN VENANZO A BASCHI – AMPIO VOTO DELLA TERZA COMMISSIONE DOPO L'AUDIZIONE DEL COMITATO; UN ANNO DI PROROGA PER DECIDERE AL MEGLIO
Il Piano regionale scolastico della offerta formativa e della programmazione della rete scolastica non ha trovato il parere favorevole della terza Commissione, limitatamente all'accorpamento dell'istituto comprensivo di San Venanzo alle scuole già riunite di Baschi e Montecchio. Alla decisione, maturata alla presenza dell'assessore Carla Casciari, si è arrivati con voto quasi unanime della terza Commissione, dopo aver ascoltato le ragioni del comitato spontaneo nato i questi giorni a San Venanzo che, con in testa il sindaco, è venuto a spiegare le proprie ragioni, individuandole nella eccessiva distanza e mancanza di un qualsiasi rapporto con il territorio di Baschi.
(Acs) Perugia 26 gennaio 2012 – La terza Commissione consiliare di Palazzo Cesaroni ha approvato il Piano regionale dell'offerta formativa e della programmazione della rete scolastica per il biennio 2012-13. Ma ha espresso parere non favorevole sulla parte relativa all'accorpamento delle scuole di San Venanzo, su un altro istituto comprensivo, quello di Baschi e Montecchio.
La decisione, votata quasi alla unanimità (sette sì e l'astensione di Rocco Valentino, Pdl) - comporta per San Venanzo, già in regime di reggenza, il mantenimento della situazione attuale per un altro anno. Il voto parzialmente contrario è maturato dopo un approfondito esame della situazione, fatto con l’assessore regionale Carla Casciari e soprattutto dopo l'audizione del comitato spontaneo dei cittadini di San Venanzo, che ha raccolto 700 firme per protestare nei confronti dell'accorpamento previsto dalla Provincia di Terni, inviato in Regione per la definitiva approvazione.
Il comitato al completo, con il sindaco Francesca Valentini, con Luca Marchetti e Mirella Petrocchi, ha spiegato che quello di San Venanzo, territorio interamente montano, è il primo istituto comprensivo nato in Italia nel 1996. Fin qui è rimasto in vita in regime di proroga pur avendo pochi studenti iscritti, al momento 159, perché si è dimostrato difficile accorpare San Venanzo ad un'altra realtà contigua della Provincia di Terni. La sua naturale confluenza, hanno osservato, sarebbe verso la vicina Marsciano che però fa capo alla Provincia di Perugia. Ma la soluzione indicata, hanno sottolineato in tutti gli interventi, è del tutto innaturale perché mette insieme le scuole di San Venanzo con la lontana Baschi che dista 57 chilometri e che anche orograficamente è al di là del Monte Peglia e della Diga di Corbara.
Alla soluzione di voto sfavorevole a questa parte di piano, si è arrivati dopo un lungo dibattito in Commissione, alla presenza dell'assessore Carla Casciari che ha ricordato la logica dei numeri che ha ispirato la Provincia di Terni, la quale in base ai nuovi criteri restrittivi della legge 111 è destinata a perdere quattro delle cinque direzioni didattiche cui dovrà rinunciare l'intera Umbria.
La decisione di esprimere un voto contrario sull'accorpamento di San Venanzo a Baschi e Montecchio è stata formulata dal presidente della terza Commissione Massimo Buconi che l'ha motivata con la durata limitata ad un anno del regime di proroga, con il fatto che non va comunque ad incidere sui parametri di altri istituti comprensivi, a partire da Baschi, con la inevitabile gradualità e coincidenza di applicazione delle linee guida, valide proprio fino al 2013 e che a quella data dovranno essere aggiornate. Buconi ha anche evidenziato come altre soluzioni di accorpamento di San Venanzo con comuni dell'area orvietana sarebbero state più logiche e più accettabili dai residente.
Sulla scelta ampiamente condivisa hanno anche pesato considerazioni relative ai nuovi assetti delle province, riflessione fatta u po' da tutti gli intervenuti, anche da parte del comitato.
Prima del voto sul Piano che martedì 31, ultimo giorno utile, sarà portato all'esame ed al voto finale del Consiglio con una relazione del presidente Buconi, hanno preso la parola i consiglieri: Franco Zaffini (Fare Italia) che ha ha proposto di “prorogare la deroga per San Venanzo lavorando da subito per il naturale accorpamento con Marsciano”; Damiano Stufara (Prc-fds) che ha proposto di “investire del problema le due province, anche perché a San Venanzo si sta realizzando un nuovo edificio scolastico da utilizzare proficuamente”; Sandra Monacelli (Udc), “non si può scoprire solo oggi che esiste un problema di rapporti fra le due province”; Fausto Galanello (Pd) “è il secondo anno che si pone lo stesso problema, meglio sarebbe stato lavorare ad un rapporto di San Venanzo con il sistema scolastico dell'orvietano”; Gianluca Cirignoni (Lega Nord) “quella del comitato di San Venanzo è una battaglia identitaria confermata da 700 firme che mette in luce i contrasti fra le due Province”. Rocco Valentino (Pdl) “nel 2013 San Venanzo poterebbe chiedere di portare i propri studenti a Marsciano”; Lamberto Bottini (Pd) “Giusta la transizione di un anno per trovare una soluzione più idonea rispetto ad un accorpamento innaturale con Baschi”. GC/gc