Regione Umbria - Assemblea legislativa


ISTRUZIONE: “IL PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA E DELLA PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA 2012/2013 TENGA CONTO DELLE PECULIARITÀ TERRITORIALI PRESENTI IN UMBRIA” - NOTA DI MONACELLI (UDC)

In sintesi

Il capogruppo regionale dell'Udc, Sandra Monacelli intervenendo in merito al Piano dell'offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2012/2013 in discussione in questi giorni, auspica che vengano prese  in debita considerazione alcune peculiarità territoriali presenti in Umbria. Per il capogruppo centrista, in sostanza, “l'accorpamento degli istituti, stabilito dal Governo nazionale con la Legge di stabilità 2012, non deve in ogni caso penalizzare ulteriormente quei comuni che, a causa della loro ubicazione, soffrono da sempre di un isolamento geografico”.

(Acs) Perugia, 24 gennaio 2012 - “Il Piano dell'offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2012/2013 in Umbria, in discussione in questi giorni, deve tenere in debita considerazione alcune peculiarità territoriali presenti nella nostra regione”. Così il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli per la quale “l'accorpamento degli istituti, stabilito dal Governo nazionale con la Legge di stabilità 2012, non deve in ogni caso penalizzare ulteriormente quei comuni che, a causa della loro ubicazione, soffrono da sempre di un isolamento geografico”.

Il capogruppo centrista si riferisce “nello specifico, alla situazione presente nel comune di San Venanzo, appartenente alla provincia di Terni ma, di fatto, contiguo a quella di Perugia. La nuova razionalizzazione – spiega - prevede la fusione dell'Istituto Comprensivo Statale di San Venanzo con quello di Montecchio e Baschi, con quest'ultimo individuato quale sede. Tra San Venanzo e Baschi – fa notare Monacelli - vi sono ben 57 chilometri di distanza, con una viabilità tutt'altro che agevole e con il monte Peglia e il lago di Corbara che si pongono come ostacoli naturali tra i due comuni. Di fatto, in questo caso, la cosiddetta razionalizzazione si rivelerebbe niente altro che un enorme aumento di disagi e un aggravio di costi per gli studenti e le loro famiglie, relegando San Venanzo a un comune di serie b”.

L'auspicio di Monacelli è che “nella riunione in cui la Terza Commissione consiliare  discuterà del Piano dell'offerta formativa, prevalga il buon senso, prorogando l'attuale regime di autonomia di cui gode l'Ics di San Venanzo o, in alternativa, farlo convergere sul marscianese, territorio che, seppur appartenente a una diversa Provincia, è storicamente e geograficamente legato a San Venanzo e, in generale – conclude - che venga scrupolosamente verificata la presenza di situazioni similari nel territorio regionale”. RED/as
 


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