CORSI “VILLA MONTESCA”: “MOBILITAZIONE ISTITUZIONALE PER RIPRISTINARE A CITTÀ DI CASTELLO IL CORSO IN SCIENZE INFERMIERISTICHE” – LIGNANI MARCHESANI (PDL) “INACCETTABILE UN DIFFERENTE TRATTAMENTO RISPETTO A FOLIGNO”
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl), lancia l’allarme sulla prossima chiusura dei corsi universitari dell’Ateneo perugino a Villa Montesca di Città di Castello. Lignani Marchesani propone una “mobilitazione istituzionale tesa a ripristinare a Città di Castello almeno il corso di laurea in Scienze infermieristiche”, e ritiene che la recente visita del Preside della Facoltà di Medicina a Foligno, presso i corsi di laurea in Scienze infermieristiche e Fisioterapia dell'Università di Perugia, “evidenzia un trattamento discriminatorio e la miopia delle Istituzioni regionali”.
(Acs) Perugia, 19 gennaio 2012 - “La recente visita del Preside della Facoltà di Medicina a Foligno, presso i corsi di laurea in Scienze infermieristiche e Fisioterapia dell'Università di Perugia, evidenzia il trattamento discriminatorio e la miopia delle Istituzioni regionali nei confronti dei corsi a Villa Montesca, ormai confinati in un malinconico ruolo ‘ad esaurimento’”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) il quale spiega che di tutti i corsi universitari attivi a Città di Castello, “compreso quello in Scienze infermieristiche, che ha notevoli prospettive occupazionali”, non è stato attivato il primo anno e – aggiunge – "sembra così ormai in via di conclusione l'esperienza dell'Università di Perugia in Alta Valle del Tevere”.
Lignani Marchesani considera tale decisione “assurda, in considerazione del ‘bacino’ di riferimento che si estende anche al territorio, e inaccettabile, perché emergono ancora una volta due pesi e due misure”. E secondo l’esponente del Pdl è arrivato il momento di una “mobilitazione istituzionale tesa a ripristinare a Città di Castello almeno il corso di laurea in Scienze infermieristiche, proprio in vista della riforma della sanità regionale che vedrà presto la luce. Una riforma – spiega Lignani Marchesani - che non solo dovrà prevedere una diminuzione delle Asl, con un coinvolgimento attivo dei territori, ma anche un ruolo sempre più protagonista dell'Università nel contesto delle future Aziende ospedaliere”.
“Nel momento di un negoziato generale, in sostanza – conclude Lignani Marchesani -, Città di Castello non può perdere in un colpo solo due centri direzionali, Asl e Università. Occorre quindi una politica di mediazione, ma risoluta, perché se è giusto che tutti i territori e tutte le Istituzioni debbano fare sacrifici in un momento grave e difficile, è altrettanto necessario che il peso delle riforme sia equamente distribuito e spalmato su tutto il territorio regionale”. RED/tb