FESTA DEI CERI: “UN PASSO AVANTI NELLA RICERCA DI QUALIFICARE AL MEGLIO IL PATRIMONIO ETNOANTROPOLOGICO DELL'UMBRIA” - GORACCI FAVOREVOLE ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI SMACCHI (PD) LICENZIATA DALLA III COMMISSIONE
Il consigliere regionale Orfeo Goracci annuncia un convinto sostegno, in sede di Assemblea regionale, alla versione licenziata dalla Terza Commissione della proposta di legge di iniziativa del consigliere Smacchi sulla Festa dei Ceri. Goracci rinnova inoltre l'invito all'Esecutivo di Palazzo Donini “a compiere un ulteriore passo avanti verso la costituzione a Gubbio di un centro regionale per il patrimonio etnoantropologico, utile per tutta l'Umbria”.
(Acs) Perugia, 12 gennaio 2012 - “La proposta di legge di iniziativa del consigliere Andrea Smacchi sulla Festa dei Ceri rappresenta certamente, nella sua versione licenziata dalla Commissione consiliare, un passo avanti nella ricerca di qualificare al meglio il patrimonio etnoantropologico dell'Umbria. Per questo la sosterrò convintamente allorquando approderà alla discussione ed al voto consiliare”. Lo afferma il consigliere regionale Orfeo Goracci, evidenziando che “il dispositivo coglie essenzialmente un risultato: tira fuori la Festa dei Ceri dall'elenco delle manifestazioni storiche di cui alla legge regionale 16/2009”.
Goracci spiega che “nella sostanza, per quanto riguarda le azioni di tutela ed i finanziamenti specifici, viene confermato ciò che si era ottenuto con la richiesta di modifica, accolta dalla Giunta, del Regolamento di cui all'articolo 10 della stessa legge che già differenziava i Ceri, e solo questa Festa, dalle procedure previste per ottenere finanziamenti: in entrambe le soluzioni veniva e viene affidato alla Giunta il compito di assegnare risorse alla Festa dei Ceri. Sono trascorsi più di quindici mesi dalla presentazione della proposta di legge nella sua prima formulazione all'approvazione da parte della Commissione Consigliare del testo definitivo, un tempo oggettivamente lungo per un testo 'leggero', che dovrebbe stimolare qualche ulteriore riflessione”.
Il consigliere regionale ricorda che “nella discussione che si sviluppò in Consiglio a seguito di una mia interrogazione del settembre 2010, tentavo di richiamare Giunta e Consiglio ad impegnarsi per giungere ad una 'definizione più avanzata ed appropriata degli interventi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio etnoantropologico regionale', rilanciando l'opportunità di 'attivare della costituzione in Gubbio dell'Istituto regionale per lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio folclorico dell'Umbria' facendo riferimento alla legge regionale 17/92. Continuo a ritenere questo obiettivo di importanza primaria”. “Il fatto che Gubbio, e la sua Festa, siano riconosciuti 'unici ed esclusivi' da una legge - continua - può non essere di alcuna utilità, se ciò non promuove e sviluppa un ruolo di riferimento culturale per tutta l'Umbria, e non solo. Nel corso del 2011 la procedura per l'inserimento della Festa dei Ceri nella lista dei beni immateriali patrimonio dell'umanità tutelati dall'Unesco è definitivamente decollata. In occasione della candidatura della Festa dei Ceri è stato costituito a Gubbio, presso la Biblioteca comunale 'Sperelliana', un centro per la raccolta della documentazione e per lo sviluppo degli studi sulla Festa che vede la partecipazione di Regione, Provincia, Università, Soprintendenza e tutti gli enti e le associazioni che sono impegnate alla sua tutela e valorizzazione. Tale modello organizzativo richiama quello previsto dalla legge regionale 17/92 e potrebbe costituire un primo nucleo, per ora operante soltanto sulla Festa dei Ceri, di quell'Istituto sul folclore regionale che, opportunamente aggiornato anche da punto di vista legislativo, dovrebbe curarsi di tutto il panorama del patrimonio etnoantropologico regionale”.
“In questo senso e rispetto ad un panorama modificato e più avanzato su questa materia – conclude Goracci - ha dichiarato di volersi impegnare direttamente lo stesso assessore Bracco, impegnando la Giunta ad assumere la sollecitazione che avevo avanzato con l'interrogazione e procedere a rielaborare una proposta da sottoporre al Consiglio. E' per questo che invito nuovamente il Consiglio, la presidente, la Giunta a compiere un ulteriore passo avanti verso la costituzione a Gubbio di un centro regionale per il patrimonio etnoantropologico, utile per tutta l'Umbria, per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione delle testimonianze diffuse, estese, importanti ed ancora vive della cultura e della storia di tante comunità e territori regionali”. MP/