SECONDA COMMISSIONE: “DISCIPLINA DEI PERCORSI DEL CASHMERE IN UMBRIA” - MODIFICHE ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI MONNI (PDL) ORA FIRMATA ANCHE DA CHIACCHIERONI (PD) E NEVI (PDL)
In seconda Commissione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, è stata nuovamente illustrata, dopo aver apportato alcune modifiche all'atto originario di Massimo Monni (PdL), la proposta di legge: 'Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria' che reca ora anche le firme di Gianfranco Chiacchieroni (PD) e Raffaele Nevi (PdL). L'iniziativa legislativa è finalizzata, tra l'altro, alla realizzazione di un circuito regionale integrato di interesse economico, culturale e turistico, dove le produzioni di eccellenza possano costituire importanti elementi di attrazione. La novità principale, rispetto al testo originario riguarda la previsione di allevamenti di capre da cashemire nei territori dell'appennino umbro.
(Acs) Perugia, 11 gennaio 2012 - “Favorire la realizzazione di interventi integrati finalizzati alla promozione e diffusione dell'immagine delle imprese umbre operanti nel settore del cashmere, nonché dei relativi territori ad alta vocazione, per garantire il miglior raccordo con i soggetti operanti lungo l’intera filiera produttiva”. È uno dei principali obiettivi della proposta di legge, originariamente di Massimo Monni (PdL) e firmata successivamente, dopo aver apportato alla stessa alcune modifiche, dal capogruppo del PdL, Raffaele Nevi e da Gianfranco Chiacchieroni (PD), illustrata nuovamente stamani in Seconda Commissione. Tra le novità al testo legislativo, la previsione di allevamenti di capre da cashemire nei territori dell'appennino umbro. Alla stesura della proposta di legge hanno contribuito, come lo stesso Chiacchieroni ha sottolineato nel corso della riunione, la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Perugia e numerose associazioni regionali dell'agricoltura.
Tra le finalità della legge, la creazione di un presidio strategico dei mercati: in questa area – si spiega nella relazione introduttiva al testo - si iscrivono le iniziative volte ad individuare soluzioni distributive innovative, riguardo al mercato italiano ed estero, e soluzioni adatte alle piccole e medie imprese nell’ambito della conoscenza dei fornitori, dei committenti, delle materie prime e del cliente finale, e quindi di sistemi di market intelligence integrato.
La proposta di legge, sulla quale esiste un'ampia convergenza politica, verrà ora posta all'attenzione degli uffici di Palazzo Cesaroni per i necessari approfondimenti.
SCHEDA: IL TESSILE IN UMBRIA
Nella relazione contenuta nell'atto di proposta legislativa si legge che in Umbria il comparto tessile “conta complessivamente circa 1700 imprese, concentrate per lo più in provincia di Perugia e, prevalentemente, nei territori di Perugia, Assisi, Bastia Umbra, Corciano, Magione, Foligno, Spoleto, Città di Castello e Umbertide. In Umbria le tipologie di produzione prevalenti risultano essere quelle della maglieria (41 per cento delle imprese), delle confezioni (48 per cento), dei tessuti (2,5 per cento); il restante 8,5 per cento delle imprese produce intimo, ricami, biancheria per la casa, stireria, tessuti particolari. Per quanto riguarda la dimensione aziendale: l’8 per cento ha fino a 5 addetti; circa il 70 per cento, tra i 6 ed i 20 addetti; il 18 per cento tra 21 e 50 addetti; il 4 per cento ha oltre 50 addetti. In termini di fatturato il 29 per cento delle imprese rimane sotto i 250mila euro; il 47,5% per cento si colloca tra 250mila e 1 milione di euro; il 17,3 per cento da 1 a 5 milioni; il 3,4 per cento da 5 a 10 milioni; infine il 2,8 per cento oltre 10 milioni di fatturato. Una misura significativa del ruolo del comparto e del contributo da esso assicurato all’intero sistema economico ci è fornita dai dati di contabilità regionale dell’Istat. Sulla base di tali dati ci si rende conto del fatto che le industrie tessili e dell’abbigliamento, in Umbria, rappresentavano, già nel 2000, il 10,1 per cento in termini di valore aggiunto, e all’incirca il 16 per cento, in termini di occupazione, sul totale del comparto industriale (incluse le costruzioni). Si tratta, come si vede, di un settore che non solo è stato ed è ancora assai importante per l’economia umbra, per il suo apporto alla produzione di ricchezza e al mantenimento di elevati livelli di occupazione, ma anche che contribuisce in misura notevole all’export regionale e, in generale, ad accrescere la proiezione internazionale del Made in Umbria, soprattutto grazie al comparto della maglieria e a quello dei tessuti a maglia. Non va inoltre sottovalutato il fatto che l’industria del tessile è uno dei cinque comparti manifatturieri in cui è impiegato il maggior numero di lavoratrici donne, non solamente in attività alle dipendenze ma anche come lavoratrici autonome e indipendenti, professioniste e amministratrici e titolari di azienda”. RED/as