SFRATTI: “LA PROROGA NON RIGUARDA LA MOROSITÀ. IN UMBRIA 980 FAMIGLIE RISCHIANO DI ESSERE BUTTATE FUORI CASA” - SMACCHI (PD) SUL DECRETO LEGGE “MILLEPROROGHE”
Il Consigliere regionale del PD Andrea Smacchi interviene sulla proroga degli sfratti contenuta nel decreto legge 'Milleproroghe' appena approvato dal Governo Monti che “consente a famiglie di anziani, nuclei numerosi con figli e redditi bassi o con handicap di rimanere in una casa in una situazione di profonda crisi generale” Per Smacchi “quello che colpisce è la mancata proroga dello sfratto per morosità che, in Umbria, riguarda 980 richieste con un incremento del 19 per cento rispetto al 2010”. Il consigliere regionale invita quindi la Regione Umbria ad aprire un tavolo di confronto sul regime delle locazioni, con l'obiettivo di abbassare “il livello insostenibile degli affitti e dare una speranza alle tante famiglie in difficoltà”.
(Acs) Perugia, 29 dicembre 2011 - “Il decreto legge 'Milleproroghe' appena approvato dal Governo Monti consente a famiglie di anziani, nuclei numerosi con figli e redditi bassi o con handicap di rimanere in una casa in una situazione di profonda crisi generale. Ma quello che colpisce è la mancata proroga dello sfratto per morosità che, in Umbria, riguarda 980 richieste con un incremento del 19 per cento rispetto al 2010”. Lo scrive il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Smacchiche, in una nota, evidenzia come nell’Alta Valle del Tevere (Gubbio, Città di Castello, Umbertide) ci sono circa 180 sfratti per morosità. Questo – sottolinea -, rappresenta una continua minaccia per queste fasce di cittadini svantaggiati, già alle prese con una crisi economica gravissima che, al momento, non sembra invertire la rotta”.
L'esponente del PD evidenzia come “nella zona di Perugia le richieste di sfratto per morosità sono circa 290 mentre nella zona del 'Folignate' (Spoleto, Gualdo Tadino, Spello, Nocera Umbra) sono circa 250, a queste vanno aggiunte migliaia di situazioni che, nell’ultimo triennio, si sono risolte bonariamente fra locatario e locatore con il pagamento di un canone di occupazione. La Regione Umbria, nonostante i minori trasferimenti statali – continua -, ha sempre investito ingenti somme di denaro per tamponare questa vera e propria emergenza sociale, adottando misure importanti per offrire residenze pubbliche o norme innovative e lungimiranti come l’autocostruzione. Ma l’Italia rimane miseramente ultima in Europa sull’edilizia pubblica”.
Per Smacchi “anche in vista della introduzione delle nuove tasse sulla casa (IMU e RES), occorre fare un ulteriore sforzo per tutelare le fasce deboli dal pericolo della morosità che rappresenta oltre il 90 per cento dei provvedimenti di sfratto, causato principalmente dalla disoccupazione, dalla cassa integrazione e dagli affitti insopportabili. Alcuni Comuni italiani – scrive ancora il consigliere regionale -, hanno sperimentato anche il reperimento coatto oneroso degli appartamenti liberi, dei grandi possessori immobiliari, affittati poi a famiglie in stato di bisogno. La Regione Umbria – precisa Smacchi -, non ha mai abbandonato gli ultimi. Ecco perché deve assolutamente vigilare su questi aspetti e aprire un tavolo di confronto sul regime delle locazioni, che abbia come obiettivo – conclude - quello di abbassare il livello insostenibile degli affitti e dare una speranza alle tante famiglie in difficoltà”. RED/as