PALAZZO VITELLI A SANT’EGIDIO DI CITTÀ DI CASTELLO: “PERMANGONO DUBBI SULL’OPERAZIONE, MA È POSSIBILE ACCETTARE LA SFIDA SE LO SFORZO SARÀ CORALE E CONDIVISO” – NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)
Il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani, interviene sulla vicenda riguardante l’acquisto di palazzo Vitelli nel rione Sant’Egidio di Città di Castello da parte della locale Fondazione Cassa di Risparmio. “Trasparenza, confronto e condivisione degli obiettivi”: sono questi, secondo Lignani Marchesani, i punti centrali che dovranno essere garantiti per rendere Palazzo Vitelli “una risorsa e non un costo insostenibile”. L’immobile, che è stato ceduto alla Fondazione da Banca Intesa, sarà destinato a Centro d’Arte e documentazione (“tutt’al più complementare ma non esaustivo della mission del Palazzo” secondo Lignani), e sarà gestito da un’associazione di cui farà parte anche il Municipio tifernate.
(Acs) Perugia, 22 dicembre 2011 - “Il Sindaco di Città di Castello ha parlato di ‘svolta storica per la Città’: ci permettiamo in un contesto complesso di avere ancora dubbi su un percorso difficile e denso di insidie. Partiamo però dai dati positivi. Non poteva essere una banca, per quanto autorevole, a dettare i tempi ad un’intera Comunità. Necessario ora il massimo coinvolgimento della comunità cittadina, trasparenza e tavoli di discussione aperti”. Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) interviene sulla vicenda riguardante l’acquisto di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello.
Spiega Lignani Marchesani che “la scadenza di fine anno non è stata rispettata perché era necessario un approfondimento, richiesto anche dal sottoscritto, che ha evitato errori di procedura e portato ad una collaborazione in forma societaria tra Comune e Fondazione. Crediamo che ora – aggiunge - sia necessario avere anche chiarezza sulle modalità di liquidazione delle quote azionarie della Fondazione da parte di Banca Intesa”. L’esponente del Pdl rimarca poi che “non sfugge a nessuno la differenza tra denaro liquido e titoli, perché nel secondo caso il rischio di impresa nell’acquisto di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio sarebbe notevolmente più alto. Ma vogliamo credere nella buona fede dei contraenti e prendiamo atto che si vuole giocare una partita in grande in tempi di crisi. Ma per far questo occorre uno sforzo corale della Comunità tifernate, una trasparenza massima e una valutazione approfondita per rendere Palazzo Vitelli una risorsa e non un costo insostenibile”.
A giudizio di Lignani Marchesani, non basta “la pretesa di soldi pubblici sempre più scarsi né tanto meno una legge speciale in Regione che eroghi finanziamenti, ma occorre una forza autonoma che crei un circuito virtuoso e non un carrozzone para-pubblico mangiasoldi fuori tempo, oltre che immorale. Non si può pensare poi ad un intervento governativo, improbabile di questi tempi, che stanzi denaro a pioggia da far gestire ai soliti noti. E allora – prosegue - occorre ripensare all’opportunità del Centro d’Arte contemporanea che, tutt’al più, può essere complementare ma non esaustivo della mission del Palazzo e richiedere a futuri eventuali nuovi soci massima trasparenza. La Comunità – conclude Lignani Marchesani - deve essere interamente coinvolta e non si possono più tollerare segrete stanze ed omertà. Non devono esistere più rendite di posizione, ma tavoli aperti dove ridisegnare il destino della Città: in questo caso non faremo mancare il nostro sostegno alla sfida”. RED/tb