GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE E POPOLARE: NEL DISCILPLINARE ALLA LEGGE LA GIUNTA PREVEDE SOLTANTO 'ONLUS'. NO DELLA SECONDA COMMISSIONE CHE CHIEDE ASSOCIAZIONI CON ADEMPIMENTI MINIMI DI COSTITUZIONE
(Acs) Perugia, 7 dicembre 2011 – Sì della Seconda Commissione (voto contrario della minoranza) con alcune richieste di modifiche, anche sostanziali, al Disciplinare predisposto dalla Giunta regionale relativo agli interventi a sostegno dei Gruppi di acquisto solidale e popolare (Gasp) e per la promozione dei prodotti agroalimentari a chilometri zero, da filiera corta e di qualità (articolo 4, comma 2 delle legge regionale “1/2011”).
Le osservazioni evidenziate dagli Uffici legali di Palazzo Cesaroni e fatte proprie da tutti i commissari presenti alla riunione, riguardano principalmente la forma giuridica dei soggetti beneficiari degli interventi finanziari regionali e la provenienza dei soggetti per la formazione di un Gasp. Nel primo caso, che ha dato vita ad una approfondita discussione, l'Esecutivo di Palazzo Donini prevede che la forma delle associazioni, per beneficiare dei contributi regionali, deve essere quella di Onlus. Ma questo, come è stato ribadito sia nel parere degli Uffici legali del Consiglio, e soprattutto da diversi commissari, rappresenta un travalicamento ai limiti dettati dalla relativa legge che richiede, invece, per accedere al contributo, soltanto una forma giuridica di associazione “senza fine di lucro” per la cui costituzione sono imposti adempimenti minimi.
Tra i punti del Disciplinare non condivisi dalla Commissione quello dei criteri di residenza dei componenti di un Gasp (per la costituzione necessitano almeno 15 persone residenti nel territorio umbro). Mentre la Giunta prevede che almeno un terzo dei partecipanti al Gasp risieda nel Comune dove lo stesso ha sede legale, i commissari chiedono che il riferimento rimanga quello già specificato nella legge e cioè che la condizione sia soltanto quella della residenza nel territorio umbro.
Scheda legge regionale '1/2011' (Norme per il sostegno dei gruppi di acquisto solidale e popolare (Gasp) e per la promozione dei prodotti agroalimentari a chilometri zero, da filiera corta e di qualità).
La proposta di legge riconosce e valorizza il consumo critico consapevole e responsabile, incentiva la diffusione dei prodotti di qualità a chilometri zero e promuove la valorizzazione delle produzioni agricole locali di qualità a filiera corta, cioè quella modalità di distribuzione alimentare che prevede un rapporto diretto tra produttori e consumatori, singoli o organizzati. Si tratta di una procedura virtuosa che riduce il numero degli intermediari commerciali.
La Regione sostiene i gruppi di acquisto solidale e popolare (GASP), quali soggetti associativi senza scopo di lucro attraverso la concessione di contributi economici, l'incentivazione dell'impiego nella preparazione dei pasti per la ristorazione collettiva pubblica, di prodotti agroalimentari locali da filiera corta, nonché l'incremento della vendita diretta dei prodotti agroalimentari locali. I GASP svolgono attività di acquisto collettivo di beni e servizi e di distribuzione dei medesimi senza applicazione di nessun ricarico.
Per sostenere l'attività dei GASP la Regione contribuisce alle spese di funzionamento mediante aiuti de minimis , secondo la normativa comunitaria e per un periodo non superiore a tre anni, il gruppo d'acquisto deve rivestire la forma giuridica di associazione senza fine di lucro. Saranno definite dalla Giunta regionale con proprio atto le modalità di accesso al contributo, secondo i criteri stabiliti, quali il numero minimo di almeno quindici partecipanti al gruppo residenti nel territorio umbro, costituzione del gruppo almeno sei mesi prima della domanda del contributo, adozione di modelli di rendicontazione etico-sociali. la normativa regionale prevede anche che i Comuni o altri enti pubblici possano concedere in uso gratuito ai GASP spazi congrui per l'espletamento delle attività.
Per sostenere la filiera corta ed i prodotti a chilometro zero e di qualità, la Regione favorisce il loro impiego da parte dei gestori della ristorazione collettiva pubblica, stabilendo che nei bandi per l'affidamento di tali servizi, gli enti pubblici devono garantire la priorità a quei soggetti che prevedano l'utilizzo dei prodotti a filiera corta non inferiore al 35 per cento del complesso dei prodotti utilizzati.
Per incrementare la vendita diretta dei prodotti locali e a filiera corta la Regione concede contributi ai Comuni per sostenere mercati esistenti, con particolare riferimento a quelli auto-organizzati e per attività di avvio per la vendita diretta.
Negli spazi comunali attrezzati saranno presenti anche i mercati dei prodotti di agricoltura biologica. La Regione, con successiva legge, può riconoscere la riduzione dell'aliquota Irap tra lo zero e lo 0,92 per cento alle imprese di ristorazione con sede legale ed operanti in Umbria che acquistino, nel corso dell'anno, prodotti agricoli da filiera corta, a chilometri zero e di qualità per almeno il 35 per cento del costo totale dell'acquisizione di materie prime.
La spesa complessiva per l'attuazione delle misure previste nella legge, per il 2011, ammonta a 120 mila euro di cui: 70 mila euro quali incentivi e sostegno per l'attività dei Gas (Gruppi di acquisto solidale) e di 50 mila euro per la promozione e la valorizzazione delle produzioni agricole locali, delle produzioni di qualità e da filiera corta, oltre che per la realizzazione di spazi comunali attrezzati, riservati agli imprenditori agricoli locali per la vendita diretta (farmer's market). RED/as