Regione Umbria - Assemblea legislativa


MAFIA IN CAMPANIA: “IL BLITZ DEI CARABINIERI MERITA UN PLAUSO, MA APRE ANCHE ANGOSCIANTI IPOTESI SUL RUOLO DELL'EX SOTTOSEGRETARIO COSENTINO” - IL PRESIDENTE BRUTTI INVITA A “FARE FRONTE COMUNE”

In sintesi

Paolo Brutti, presidente della Commissione regionale contro le infiltrazioni mafiose, commenta l'operazione della Direzione distrettuale antimafia in Campania, esprimendo un plauso per l'azione intrapresa; ma subito dopo invita a riflettere sull'ipotesi di coinvolgimento dell'ex sottosegretario Nicola Cosentino, indicato dagli inquirenti come il 'punto di riferimento' del clan dei Casalesi. Brutti, che dichiara angosciate il livello di infiltrazione mafiosa che emergerebbe dal blitz, fa appello alla costituzione di un fronte comune contro le mafie che coinvolga “dalla più alta carica istituzionale al singolo cittadino”.

(Acs) Perugia 6 dicembre 2011 – “Il blitz anticamorra che ha sbaragliato la cupola casalese mettendo in luce il più che probabile ruolo dell'ex sottosegretario all'economia Nicola Cosentino, deve rallegrarci e al tempo stesso mettere in guardia”. Così Paolo Brutti, presidente della Commissione regionale contro le infiltrazioni mafiose, commenta l'operazione della Direzione distrettuale antimafia in Campania.


 

Il fatto che le forze dell'ordine, con una brillante operazione, proseguano nella vigorosa azione di contenimento delle mafie, a prescindere da chi le governa, rassicura tutti sotto l'aspetto tecnico del problema. Più angosciante - aggiunge Brutti - è dover ipotizzare a quale livello fosse giunta l'infiltrazione mafiosa nel devastante governo Berlusconi, tanto da collocare in un ruolo chiave delle finanze statali quello che gli inquirenti indicano come 'punto di riferimento dei Casalesi' e di averlo difeso, malgrado le ripetute avvisaglie di quanto stava accertando la magistratura.


 

La profonda corruzione delle istituzioni avvenuta in questi anni, aggiunger Brutti, non si estingue con un blitz, ma produce effetti profondi e duraturi. Un mare di denaro sporco e in parte già ripulito che cerca alvei sicuri e riparati dove espandersi e che va tenuto alla larga in tutti i modi dai nostri territori. Non si contano le imprese apparentemente salvate da generosi benefattori e regolarmente risucchiate dalle mafie, con costi inimmaginabili, talvolta persino di vite umane.


 

Qualsiasi mafia, anche presa singolarmente - conclude Brutti - è molto più potente di una piccola regione come la nostra. Ecco perché, in tempi di crisi, il fronte dev'essere comune e quanto mai agguerrito, dalla più alta carica istituzionale al singolo cittadino”. GC/gc


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