Regione Umbria - Assemblea legislativa


RIFORMA CONSORZI BONIFICA: “UNA LEGGE NON PARTECIPATA E NON CONDIVISA” - CIA, CONFAGRICOLTURA E COLDIRETTI, IN AUDIZIONE A PALAZZO CESARONI, CRITICANO LA PROPOSTA DELLA GIUNTA REGIONALE

In sintesi

Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni l'audizione con i rappresentanti di Cia, Confagricoltura e Coldiretti convocata dal presidente della II Commissione, Gianfranco Chiacchieroni, per un confronto sulla proposta di riforma dei Consorzi di bonifica predisposta dalla Giunta regionale. Dalle associazione di categoria critiche ai contenuti dell'atto e alle modalità “non partecipate” di definizione dei suoi contenuti.

 

(Acs) Perugia, 26 ottobre 2011 – Le associazione di categoria Cia, Confagricoltura e Coldiretti, convocate a Palazzo Cesaroni per l'audizione delle Seconda Commissione sul disegno di legge della Giunta che riforma i consorzi di bonifica, hanno espresso critiche al provvedimento, giudicato “non condiviso, ideologico, privo di motivazioni tecniche e irrilevante dal punto di vista dei risparmi previsti”.

 

Secondo CATIA MARIANI (Cia) il disegno di legge “non è stato discusso né al 'Tavolo Verde' dell'assessorato all'agricoltura e neppure al 'Tavolo dell'Alleanza per lo sviluppo'. Riscontriamo un approccio ideologico alla riforma, che si apre con una relazione di mezza pagina che non riporta nessun dato, non tiene conto dei bacini idrografici e del ruolo svolto dai Consorzi. È dunque difficile controbattere ad una relazione ideologica e non tecnica: per avanzare delle proposte sarebbe necessario un vero confronto con l'assessore, anche per evitare che venga ripetuto quanto avvenuto con la riforma delle Comunità montane, fallita in appena due anni”. ALFREDO MONACELLI (Confagricoltura) ha parlato di una riforma “non strategica e dettata solo da esigenze politiche. Dalla relazione poco si capisce e sembra che l'unico problema sia di dare risposta alle questioni del Consorzio Tevere – Nera. La Regione Umbria si accolla un costo di 1,5 milioni di euro per consentire ai proprietari di case con basso reddito di non pagare la tassa, una cifra che potrebbe essere meglio impiegata per le vere attività di bonifica. La proposta della Giunta non è stata soggetta ad alcun confronto, è molto negativa e per noi inaccettabile: si riducono i costi eliminando i consigli di amministrazione (che costano 100mila euro all'anno e potevano essere resi meno onerosi senza bisogno di una legge) ma si spostano i costi al pubblico, senza essere in grado di dimostrare se Terni ha dei benefici dalla bonifica, e in questo caso è giusto che li paghi, oppure no, e in questo caso non dovrebbe pagare nulla.

Per ALBANO AGABITI (Coldiretti) “non c'è stata alcuna partecipazione democratica dell'atto. Siamo contrari a questo provvedimento perché non rispetta il principio europeo della gestione delle bonifiche, che peraltro è stato recepito anche da un accordo del 2008 tra Stato e Regioni, Umbria compresa. Secondo la Giunta andrebbe creato un solo Consorzio per un bacino di circa 340mila ettari, ma un ente così grande non avrebbe più i canoni per la vigilanza e la gestione del territorio. Serviranno quindi delle strutture periferiche per i singoli bacini e questo impedirà una diminuzione dei costi. È sconvolgente che la Regione pensi di pagare la tassa per alcuni: per non far risentire i cittadini di Terni si estenderà il pagamento della tassa a tutti gli altri umbri, con la Regione che spenderà 1,5 milioni di soldi pubblici. I maggiori interventi di bonifica riguardano il territorio di Terni, non è dunque chiaro per quale motivo questi interventi non dovrebbero essere pagati. In tutti gli altri territori, eccettuato forse Todi, non ci sono proteste né problemi con i Consorzi di bonifica”. MP/


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