CENTRO ESTERO UMBRIA: “LA SFIDA DELL’ECONOMIA GLOBALE PUÒ ESSERE GIOCATA E VINTA ANCHE DALLA RETE DELLE PICCOLE E PICCOLISSIME IMPRESE DELL’ALTO CHIASCIO” - NOTA DI SMACCHI (PD) SULLA PRESENTAZIONE DEL 'CENTRO'
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Smacchi, nell'annunciare la presentazione delle attività del Centro Estero Umbria in Alto Chiascio il prossimo 19 ottobre, sottolinea come “la sfida dell’economia globale può essere giocata e vinta anche dalla rete delle piccole e piccolissime imprese dell’Alto Chiascio, attraverso una forte sinergia fra azioni pubbliche e nuove progettualità imprenditoriali”. E sempre in riferimento a questa parte del territorio umbro, Smacchi sottolinea l'importanza del 'Centro' che opera attraverso “la messa a leva di un pacchetto di risorse a disposizione di progetti mirati ed innovativi tesi alla valorizzazione su scala internazionale delle nostre eccellenze”.
(Acs) Perugia, 18 ottobre 2011 - “Il comprensorio dell’Alto Chiascio si estende per 908 Kmq di superficie, ha una popolazione di 56mila 916 abitanti ed una densità pari a 63 abitanti per chilometro quadrato. Gli occupati sono nella maggior parte nel terziario (48,4 per cento) , seguiti dall’industria ed artigianato (43,3 per cento) e dall’agricoltura (8,3 per cento). Numeri che se rapportati alle dimensioni delle imprese presenti sul territorio danno l’idea di come vi sia una presenza molto forte del manifatturiero diffuso che è interesse generale valorizzare e mettere in rete per cercare di aggredire nuovi mercat”. Lo scrive, in una nota, il consigliere regionale Andrea Smacchi(Pd).
“Ben il 59,67 per cento delle imprese presenti in Alto Chiascio – fa sapere il consigliere - ha un numero di addetti da 0 a 9, mentre il 24, 83 per cento ne conta dai 10 ai 20, il 12,50 dai 21 ai 49 e solo il 3 per cento supera i 50 addetti. Questi numeri – spiega - dimostrano come vi sia bisogno di nuove politiche pubbliche in grado di fare emergere tutte le eccellenze che si annidano soprattutto nell’artigianato diffuso, che però stentano ad aggredire i nuovi mercati internazionali stante la fragilità delle proprie strutture. Per questo motivo – prosegue Smacchi - abbiamo il compito di riprogettare il futuro dello sviluppo anche in Alto Chiascio, puntando con decisione sull’internazionalizzazione delle imprese”.
“Delle 1500 aziende umbre che oggi esportano – osserva Smacchi -, 1240 sono in provincia di Perugia e rappresentano solo un misero 3 per cento sul totale, di queste il 32 per cento esporta solo nei paesi UE mentre il 15 per cento esporta soltanto nei paesi extra UE. I settori che più esportano sono la ceramica artistica (63 operatori), della maglieria (62 operatori), l’abbigliamento (61 operatori), il mobile (21 operatori), l'agro alimentare (15 operatori). Ed è proprio su questo versante – commenta - che da alcuni mesi sta operando il Centro estero dell’Umbria, attraverso la messa a leva di un pacchetto di risorse a disposizione di progetti mirati ed innovativi tesi alla valorizzazione su scala internazionale delle nostre eccellenze”.
“Le attività del Centro verranno presentate in Alto Chiascio il prossimo 19 ottobre, a Gubbio e questo sarà l’avvio di una serie di iniziative sul territorio tese ad incentivare il coinvolgimento del maggior numero di imprese. La sfida dell’economia globale – conclude Smacchi - può essere giocata e vinta anche dal nostro sistema di piccole e medie imprese, solo attraverso uno stretto connubio fra azioni politiche ed istituzionali mirate e la produzione di nuove progettualità. RED/as