EDILIZIA RESIDENZIALE: “MANCA IL REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLA LEGGE DEL 2003” – ZAFFINI (FARE ITALIA): “LE TABELLE REDDITUALI E DEI CANONI DI LOCAZIONE FANNO RIFERIMENTO ALLA LEGGE ABROGATA DEL 1996”
Interrogazione di Franco Zaffini per conoscere le ragioni per cui non sono stati adeguati i canoni d’affitto alla legge specifica del 2003, essendo fermi a quella, abrogata, del 1996. “Manca il Regolamento attuativo – dice Zaffini – e i canoni di locazione, fermi da oltre 15 anni, non finanziano adeguatamente le politiche abitative. Se il Regolamento fosse stato adottato già dal 2003 – secondo Zaffini - oggi, seppur con difficoltà, la Regione sarebbe in grado di soddisfare maggiori richieste e non solo quelle degli ‘ultimi degli ultimi’, come detto con tanta enfasi ‘paleocomunista’ dall’assessore Vinti, ma magari anche qualche famiglia ‘normale’”.
(Acs) Perugia, 27 settembre 2011 - “Prima di propinarci la solita ‘lamentatio’ sulle minori risorse indirizzate dal Governo sul Fondo per gli affitti, l’esecutivo regionale dovrebbe preoccuparsi di predisporre e adottare il regolamento attuativo della legge sulla residenzialità sociale, la numero 23 del
“Con questo nuovo atto – spiega Zaffini – chiedo alla Giunta le motivazioni che l’hanno indotta a non adeguare i canoni alla legge del 2003, arrecando con ciò grave danno all'erario anche perché, se è vero come ha dichiarato l’assessore Vinti pochi giorni fa, che il Fondo per gli affitti è ridotto ai minimi termini, è vero anche che i canoni di locazione corrisposti dagli assegnatari degli immobili (oggi fermi da oltre 15 anni) contribuiscono a finanziare le risorse per le politiche abitative. Probabilmente – continua – se il regolamento fosse stato adottato già dal 2003, oggi, seppur con difficoltà,
A questo proposito Zaffini ricorda di aver recentemente presentato anche una proposta di legge con cui chiede di correggere il regolamento sui requisiti di cittadinanza, oggi applicato in modo difforme da quanto previsto dalla legge regionale. “Secondo il regolamento – chiarisce – i requisiti di cittadinanza, che si riferiscono agli italiani o agli stranieri regolari, devono essere posseduti solo dal soggetto che ne fa richiesta, questo in violazione della la legge regionale che prevede giustamente che i requisiti di cittadinanza siano posseduti da tutto il nucleo familiare e quindi da ogni occupante l'alloggio. E’ evidente che un regolamento rigoroso e conforme alla legge è meno raggirabile e quindi più equo nei confronti di tutti, italiani e stranieri onesti, e consentirebbe a chi deve controllare di fare correttamente il proprio lavoro. Oggi gli alloggi popolari dell'Umbria potrebbero essere verosimilmente abitati da soggetti non aventi i requisiti o addirittura clandestini, mentre tante giovani coppie ne restano fuori".
“E’ superfluo – conclude – ricordare le difficoltà economiche che il Paese sta vivendo e i sacrifici cui la società tutta è sottoposta. Proprio per queste ragioni, l’ottimizzazione, la razionalizzazione e l’efficienza sono imperativi categorici, oggi più che mai, per chi amministra le risorse pubbliche e i territori, piangersi addosso o lavarsi la coscienza con la scusa delle minori risorse trasferite dal Governo, dimostra solo scarse capacità e lungimiranza”. RED/PG