Regione Umbria - Assemblea legislativa


MANOVRA GOVERNATIVA: “UNA OPERAZIONE DI MACELLERIA SOCIALE, UTILIZZATA PER ANNULLARE LE REGOLE COSTITUZIONALI CHE GARANTIVANO DIRITTI E DIGNITÀ AI LAVORATORI” - NOTA DI GORACCI (PRC-FDS)

In sintesi

Il consigliere regionale di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Orfeo Goracci interviene sulla manovra economico-finanziaria del Governo, in discussione al Senato, definendola “una operazione di macelleria sociale”. Goracci, commentando il provvedimento, evidenzia che “verranno massacrate le famiglie, già in difficoltà ad andare avanti. I pensionati sono considerati parassiti e chi stava per andare a riposo dovrà attendere ancora degli anni. L'introduzione all'ultimo momento dell'aumento dell'Iva – aggiunge il consigliere regionale - e del prelievo del 3 per cento sui redditi oltre 300 mila euro non serve ad addolcire gli effetti del provvedimento”.

 

(Acs) Perugia, 7 settembre 2011 - “La manovra del Governo, imposta dalla Bce e dettata, nella stesura finale, dal Quirinale, vista l'inettitudine e l'incapacità del Governo, resta un'operazione di 'macelleria sociale'. Viene utilizzata per annullare le regole costituzionali che garantivano diritti e dignità ai lavoratori, senza portare un euro nell'operazione di bilancio”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci(Prc-Fds) in merito alla manovra economico-finanziaria “varata dal Governo dopo un tribolato e comico, se non fosse tragico, percorso e che verrà approvata col voto di fiducia entro pochi giorni. L'emergenza e l'urgenza – continua - giustificano, secondo il Governo, la sua approvazione senza la discussione parlamentare”.

 

Per Goracci, “vengono massacrate le famiglie, ad iniziare da quelle dei lavoratori dipendenti, già in difficoltà ad andare avanti. I pensionati sono considerati parassiti e chi stava per andare, meritatamente dopo decenni di lavoro, a riposo, dovrà attendere ancora degli anni. L'introduzione all'ultimo momento dell'aumento dell'Iva e del prelievo del 3 per cento sui redditi oltre 300 mila euro, se consente di mettere somme certe all'incasso non serve ad addolcire gli effetti del provvedimento”.


 

L'aumento dell'Iva – spiega il consigliere regionale di Rifondazione comunista - avrà l'effetto, come segnalato dai settori interessati, di comprimere ulteriormente i consumi in un ciclo, seppure vizioso, che vorrebbe vederli rilanciati. Il prelievo del 3 per cento su grandi redditi a partire da 300 mila euro è uno 'zuccherino' per manager e dirigenti che veleggiano da anni col vento in poppa. Togliere le detrazioni fiscali per i familiari a carico ad un operaio – continua Goracci - è un'operazione pesante per molte famiglie, devastante per un nucleo che magari ha come entrate il sussidio di cassa integrazione di 800 euro mensili”.


 

Secondo Goracci “togliere qualche migliaio di euro su redditi milionari non mette a repentaglio che l'acquisto di una borsa ed un paio di scarpe griffate. Sono quelli che guadagnano mille euro al giorno, il doppio di quanto percepiscono milioni di pensionati al mese e delle centinaia di migliaia di cassintegrati. Sta tutta qui l'iniquità dell'azione del Governo. E si tratta comunque di interventi su persone che, almeno per la parte dichiarata, le tasse le pagano. Giusto, equo, corretto e, socialmente, dovuto – osserva l'esponente del Prc-Fds - sarebbe stato agire sui patrimoni, sia immobiliari che finanziari. Sui capitali cioè prevalentemente creati nel tempo frutto di speculazione finanziaria, che resta tassata pochissimo e molto meno che in altri paesi europei e, soprattutto, sull'evasione fiscale. In questa direzione il Governo, che più di ogni altro nella storia italiana rappresenta proprio gli interessi speculativi, non ha inteso muovere un dito”.


 

Goracci è comunque convinto che “sono iniziati a scorrere i titoli di coda sul ventennio berlusconiano. Questa manovra, e la prossima imminente, sono colpi di coda che avranno ricadute sociali pesantissime. Per questo vanno combattute e rifiutate. Noi, - conclude - continueremo a chiedere, fino a pretenderlo, che siano i grandi patrimoni e le grandi ricchezze a contribuire in gran parte alla risanamento del debito nazionale”. RED/as


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