SCIOPERO CGIL: “NO AD UNA MANOVRA REAZIONARIA CHE COLPISCE LO STATO SOCIALE E LA DEMOCRAZIA” - GORACCI (PRC-FDS) ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE DEL 6 SETTEMBRE
Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Prc-Fds) aderisce allo sciopero generale indetto dalla Cgil per domani, martedì 6 settembre. Secondo Goracci la manovra “reazionaria” del Governo colpisce lo stato sociale e la democrazia italiana e fa pagare i costi della crisi ai “ lavoratori dipendenti quelli che, da sempre, pagano i profitti speculativi della finanza e del capitalismo parassitario italiano”.
(Acs) Perugia, 5 settembre 2011 - “'In gioco c’è il futuro del Paese': ha proprio ragione la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso nel dire che la manovra straordinaria che Berlusconi e la Lega stanno tentando di partorire non riguarda solo l’oggi, ma il futuro della società italiana”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci(Prc-Fds) che aderisce “pienamente e convintamente” allo sciopero generale del 6 settembre, “insieme alle centinaia di migliaia di italiani che saranno nelle piazze per dire no alla manovra che il Parlamento approverà nella stessa giornata”.
“Sotto la spinta dell’emergenza, occultando i veri contenuti reazionari della operazione di bilancio – spiega Goracci -, il Governo vuol dare un colpo definitivo allo stato sociale ed alla democrazia italiana. Viene cancellato il contratto collettivo nazionale, viene introdotta la possibilità di licenziare, viene abolito il diritto di sciopero, il riposo di fine vita viene compresso mettendo illegittimamente in discussione diritti acquisiti, con la benedizione della Marcegaglia che d’altra parte ritiene ingiusto tassare i grandi redditi. Vengono messi in discussione gli istituti rappresentativi dell’ordinamento democratico: dietro i tagli alla politica, e non ai privilegi, si nasconde maldestramente l’interesse ad impedire la partecipazione dei cittadini, tutti e non solo dei ricchi, alle scelte politiche ed amministrative che li riguardano. In una fase del tragicomico percorso – aggiunge l'esponente dei Rifondazione comunista - si è pensato anche di cancellare dal calendario le date storiche che simboleggiano i valori fondativi della democrazia italiana (Liberazione, Lavoro, Repubblica) senza che ne derivassero risparmi, salvo poi aver fatto marcia indietro in un gioco esasperante e farsesco di annunci e smentite, tra una cena ed un pranzo a casa di Berlusconi”.
Goracci critica poi la manovra governativa perché, spiega, “a pagare sono sempre i soliti noti, quelli che pagano da sempre i profitti speculativi della finanza e del capitalismo parassitario italiano: i lavoratori dipendenti. E sono abbandonati a loro stessi quanti il lavoro lo hanno perso o non ce l’hanno. Manca solo la tassa sul pane – ironizza -. Bonanni ed Angeletti appaiono complici dell’azione reazionaria che il governo sta portando definitivamente a compimento sul lavoro, annullando completamente il mandato sindacale a cui dovrebbero essere vincolati. Ne sono prova le migliaia di iscritti e perfino dirigenti di CISL e UIL che hanno annunciato l’adesione allo sciopero indetto dalla CGIL. La manovra è inaccettabile – afferma Goracci -, e non è possibile valutarla con indulgenza perché magari si prende tempo sull’abolizione delle Province e dei piccoli Comuni. Sono i cittadini italiani, ad iniziare dalle famiglie, dai pensionati, dai giovani, dai lavoratori ad essere massacrati da questi provvedimenti”.
Il consigliere Goracci conclude ribadendo il proprio impegno a lavorare affinché la politica, “specialmente a sinistra, si schieri senza ulteriori indugi a protezione dello stato sociale, a difesa delle classi sociali e delle persone più deboli che ormai, in questa asfissiante stretta del neoliberismo europeo, vengono considerate 'carne da macello' a cui togliere ogni diritto, anche quello minimo del vivere ed invecchiare dignitosamente, pur di salvaguardare i privilegi dei ricchi e degli speculatori”. RED/tb