UMBRA ACQUE: “ALTO TEVERE ED ALTO CHIASCIO VADANO IN ASSEMBLEA CON UNA PROPOSTA UNITARIA PER SCONFIGGERE L'ARROGANZA E LA PREVARICAZIONE DEL SINDACO DI PERUGIA” - LA PROPOSTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) interviene di nuovo sulla sostituzione di un componente del Consiglio di amministrazione di Umbra Acque. Lignani auspica che, “per evitare di subire le prepotenze altrui”, i territori dell'Alta Umbria agiscano di concerto, “ragionando in maniera univoca per acquisire un peso specifico consistente nella geopolitica dell'Umbria” e avanzando una candidatura unitaria.
(Acs) Perugia, 2 settembre 2011 - “È necessario scongiurare rivendicazioni di natura microterritoriale che ingenererebbero solo una guerra tra poveri”. Lo afferma, ribadendo quanto già affermato riguardo alle dimissioni dell'ex sindaco di Magione dal Cda di Umbra Acque, il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl).
Secondo il consigliere regionale dell'opposizione “l'Alta Umbria ha diritto a una propria rappresentanza nel Consiglio di amministrazione di Umbra Acque, ma deve vincere la partita sul terreno della politica, non potendolo fare con la logica dei numeri. Come ricordato nella recente Assemblea, il sindaco di Perugia in maniera arrogante e con l'avallo dei suoi alleati socialisti, ha espresso un'unica lista unitaria preconfezionata e di dubbia legittimità. Per evitare il ripetersi di queste situazioni di esclusione territoriale – spiega Lignani - si dovrebbe inserire nel regolamento di elezione sia il criterio proporzionale sia la votazione in contemporanea di tutti i membri del Cda. Il rischio infatti è che se l'Assemblea dovesse esclusivamente surrogare un membro, il sindaco perugino avrebbe buon gioco nuovamente nell'escludere l'Alta Umbria”.
Per Lignani Marchesani “è pertanto necessario superare le divisioni politiche, anche all'interno della stessa maggioranza di centrosinistra, ma soprattutto porre una candidatura unitaria Alto Chiascio - Alto Tevere, con la consapevolezza che i due comprensori devono da ora in poi, anche in vista delle future riforme endoregionali, ragionare in maniera univoca per acquisire un peso specifico consistente nella geopolitica dell'Umbria. Fare un derby interno o peggio affermare a priori un diritto di primogenitura significherebbe di fatto avallare ancora una volta le prepotenze altrui”. RED/mp