POLITICA: RIFONDAZIONE COMUNISTA CHIEDE LA CONVOCAZIONE STRAORDINARIA DI UN CONSIGLIO REGIONALE ENTRO IL MESE DI AGOSTO SULLA MANOVRA ECONOMICA PREDISPOSTA DAL GOVERNO
Con una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega, alla presidente dell’Esecutivo, Catiuscia Marini, ed a tutti i presidenti dei gruppi consiliari di Palazzo Cesaroni, il capogruppo del Partito della Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, Damiano Stufara, chiede una sessione straordinaria dell’Assemblea, da tenersi entro il mese di agosto, incentrata sulle misure previste dalla manovra del Governo e sulle ricadute economiche, politiche ed istituzionali per la nostra regione.
(Acs) Perugia, 22 agosto 2011 – Il capogruppo del Partito della Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, Damiano Stufara, chiede attraverso una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale Eros Brega e a tutti i capigruppo di Palazzo Cesaroni una sessione straordinaria dell’Assemblea, da tenersi entro il mese di agosto, incentrata sulle misure previste dal Governo con la manovra economica e sulle ricadute economiche, politiche ed istituzionali per la nostra regione.
“La manovra economica predisposta in questi giorni dal governo nazionale attraverso un decreto legge, che approderà a partire da domani in Senato per la conversione in legge, pone il nostro Paese, e pertanto l'Umbria – afferma Stufara - di fronte ad uno scenario estremamente preoccupante, dove al perpetuarsi di drastiche riduzioni della spesa pubblica, ancora una volta disgiunte da interventi finalizzati alla ripresa economica, si accompagna un sostanziale stravolgimento degli assetti istituzionali posti alla base della nostra democrazia. È fuor di dubbio infatti che la cancellazione per decreto di migliaia di enti elettivi, la sostanziale abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, l'innalzamento dell'età pensionabile, l'elevazione del criterio monetarista del pareggio di bilancio a principio costituzionale nonché, in ultimo, la stessa eliminazione delle festività che definiscono la matrice antifascista della nostra Repubblica, rappresentino un autentico processo costituente, ispirato ad un autoritarismo il cui esito rischia di essere l'innescarsi di una spirale al contempo recessiva e repressiva”.
“Riteniamo – prosegue il capogruppo di Rifondazione comunista - che le rappresentanze politiche ed istituzionali della nostra Regione, particolarmente colpita nel suo tessuto connettivo tanto dalle politiche pluriennali di tagli alla spesa corrente quanto dalla soppressione di prestigiosi enti locali come
“Per queste ragioni – conclude - a nome del gruppo consiliare del Partito della Rifondazione comunista per