SANITOPOLI: “GARANTISMO STRUMENTALE USATO COME SCUDO PER CONSERVARE POLTRONE ED INCARICHI” - MONNI (PDL) REPLICA ALLA NOTA CONGIUNTA DEI CONSIGLIERI SOCIALISTI BUCONI E ROMETTI
(Acs) Perugia,19 agosto 2011 – “Parlare di garantismo in modo strumentale per le vicende umbre, è solo un scudo di ipocrisia e superficialità che serve alla conservazione di poltrone e incarichi, soprattutto quando la mancanza di alternative professionali spalanca le porte ad una necessaria subalternità”.
Massimo Monni, consigliere regionale del Pdl, replica così alla nota di ieri dei consiglieri regionali umbri del Partito Socialista Italiano sulla mancata presa di pozione relativamente alla inchiesta sulla sanità.
“Ai colleghi Buconi e Rometti, aggiunge Monni, probabilmente sfugge che oggi la questione morale in Umbria è una questione tutta politica. Il garantismo è un’altra cosa. Per questi colleghi diventa un mantra che nasconde la volontà di voltare la testa dall’altra parte, di ignorare la storia degli ultimi venti anni della nostra regione.
Prima in Forza Italia, poi nel PdL, afferma ancora Monni da ex socialista, si riconosce l’80 per cento dei socialisti, quelli autonomi, e oggi non ci sottraiamo alla necessità di una riflessione generale, al dovere di fare chiarezza e di non tacere dinnanzi alla questione politica e morale dell’Umbria, poiché investendo il Pd nelle sue massime espressioni e in tutte le sue componenti, paralizza l’intera Regione.
L'attuale legislatura, salutata come l’arrivo di una ventata di novità, di riforme, di cambiamento, conclude il consigliere del Pdl, si è arenata nelle peggiori contraddizioni interne. Così come è del tutto evidente che la cultura riformista nella maggioranza è stata emarginata per responsabilità di quegli stessi appartenenti che antepongono calcoli e interessi, a posizioni politiche più avanzate”. GC/gc