MANOVRA FINANZIARIA NAZIONALE (2): “IL GOVERNO SEMBRA VOLER ANTICIPARE L'IMPOSTA MUNICIPALE UNICA (IMU)”- PER SMACCHI (PD) “SARÀ INIQUA E REPRESSIVA, UNA STANGATA PER CITTADINI E IMPRESE”.
(Acs) Perugia, 12 agosto 2011 – A proposito dell'imminente varo della manovra finanziaria da parte del Governo nazionale il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi fa le seguenti valutazioni: “La possibile introduzione anticipata dell’imposta municipale unica (Imu) voluta dalla Lega e prevista dal suo inesistente federalismo fiscale e la riduzione dei trasferimenti verso gli enti locali sarà una stangata come non se ne vedevano da anni per i cittadini e le imprese. L’imposta unica conterrà anche la tassa sui rifiuti con il non trascurabile aspetto che le imprese subiranno un aumento significativo dell’importo proprio in un momento di enormi difficoltà finanziarie che andranno ad aggiungersi alla riduzione dei trasferimenti verso i comuni che sarà del 42 per cento in due anni. Questi sono i veri effetti del federalismo fiscale che porta il Governo nazionale a introdurre subito tasse pesanti sui cittadini che deprimeranno ancora ulteriormente i consumi ed eroderanno i risparmi e, allo stesso tempo impugnare presso la Corte costituzionale, i nostri provvedimenti rivolti allo sviluppo e alla ripresa economica come la rimodulazione dell’Irap per le aziende che assumono a tempo indeterminato. La confusione che regna nel governo nazionale rischia di accelerare e peggiorare la situazione, visto che le misure annunciate appaiono prive di coerenza e aprono la strada alla macelleria sociale dove, ancora una volta, chi ha di più o elude di più è messo nelle condizioni di cavarsela versando delle briciole e la povera gente subirà un netto peggioramento delle condizioni di vita. Viene da chiedersi, continua Smacchi, se questa manovra iniqua e depressiva che grava sui più deboli, sarebbe stata così pesante se il provvedimento sul rientro dei capitali esportati all’estero, voluto dal duo Tremonti - Berlusconi, avesse avuto gli effetti sperati invece che il misero risultato ottenuto. Infatti, se quei 100 miliardi depositati all’estero e altri 145 che si sospetta ci siano fossero veramente rientrati in Italia, avrebbero dato un gettito talmente importante che la manovra sarebbe stata molto più leggera e la nostra credibilità, a livello internazionale, ne avrebbe sicuramente giovato tanto da consentirci di pagare meno interessi sul debito. Forse, continua Smacchi, si sta avverando quello che un grande personaggio come Indro Montanelli amava dire ai suoi interlocutori e cioè che gli italiani, per capire veramente chi è Silvio Berlusconi, lo avrebbero dovuto far governare. L’unico rammarico che ho e contro il quale è nostro dovere reagire politicamente, continua Smacchi è per il futuro dei cittadini perché, alla sua auspicata fine politica con le possibili elezioni anticipate a maggio 2012, corrisponde il peggiore momento civile ed economico della nostra millenaria storia”. Red/gc