Regione Umbria - Assemblea legislativa


LAVORO: “LA REGIONE METTE IN CAMPO STRUMENTI INNOVATIVI MA, SENZA UNA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO, OGNI SFORZO RISCHIA DI ESSERE VANIFICATO” – NOTA DI SMACCHI (PD)

 

(Acs) Perugia, 11 agosto 2011 – “Il rapporto ‘Datagiovani’ fotografa una situazione nazionale nella quale l’Umbria sembra dare qualche segnale di vitalità, ma la situazione per gli under 35, anche nella nostra Regione, rimane complicata ed i numeri dimostrano come non si può certo stare tranquilli: 3mila 141 posti di lavoro persi nel biennio 2009–2010”. E’ il commento del consigliere regionale del partito democratico Andrea Smacchi sui dati relativi all’occupazione giovanile.

 

“In questo contesto – prosegue - provvedimenti come il Piano per il lavoro, che la Regione Umbria ha messo in campo, sono sicuramente frutto di una visIone strategica avanzata, rispetto ad un governo che annaspa alla ricerca di una politica economica ed industriale che stenta a vedere la luce. Il Partito democratico, sia regionale che nazionale, ha pronte delle soluzioni che possono favorire la ripresa della crescita così come ribadito anche dal segretario Bersani questa mattina in Commissione bilancio e affari costituzionali, dove il ministro Tremonti non ha introdotto nessuna  novità rispetto a quanto già noto. Ma proprio questa mancanza di una rotta di carattere generale – secondo Smacchi - rischia di compromettere anche gli sforzi e le iniziative attuate in Umbria: i giovani, le donne e i disabili devono tornare ad essere il fulcro verso il quale rivolgere ogni azione programmatoria di sviluppo ed innovazione”.

 

“Per invertire la tendenza che vede l’Umbria al 19esimo posto per creazione di nuovi posti per gli under 35 – continua - occorre una forte sinergia istituzionale ed un surplus di coraggio nelle scelte, mentre sembra prospettarsi, anche con le ultimissime scelte che il Governo sta discutendo in queste ore, che a  pagare saranno i soliti noti e i più poveri. Non  pensare al futuro con lungimiranza vuol dire rassegnarsi inevitabilmente a fare da ruota di scorta rispetto a realtà europee, come la Germania, che invece da anni investono su istruzione, ricerca ed innovazione. In Umbria – conclude -  proseguiremo in questo sforzo di programmazione ed innovazione, ma da soli possiamo fare poca strada, per questo ho lanciato nei giorni scorsi la proposta di un nuovo grande patto economico e sociale, teso essenzialmente a valorizzare e mettere a leva tute le migliori energie umane e imprenditoriali di cui il nostro territorio dispone”. RED/pg

 


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