CREDITO IN UMBRIA: “LA COSTITUENDA BANCA REGIONALE SI IMPEGNI A FACILITARE L’ACCESSO AL CREDITO AD IMPRESE E FAMIGLIE” - SMACCHI (PD) SUL RUOLO DECISIVO DEL CREDITO E DELLA POLITICA
(Acs) Perugia, 10 agosto 2011 – Fra i compiti principali della costituenda Banca regionale o “Cassa di risparmio dell’Umbria” dovrà esserci ogni sforzo per sbloccare l’accesso al credito e alla erogazione dei mutui da parte delle aziende e dei cittadini, impegnando management del territorio che conosce realmente il nostro tessuto produttivo e sociale in modo da offrire soluzioni immediate e funzionali piuttosto che una fredda relazione sul rating aziendale proveniente dal nord”.
Lo afferma il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi ricordando da un lato di “aver aver annunciato con circa sei mesi di anticipo rispetto agli altri la nascita di una Banca regionale” dall'altro di “non accodarsi ora nella polemica assurda sulla futura allocazione territoriale della Presidenza e Direzione generale”.
Per Smacchi il nuovo istituto, proprio perché nasce in un momento difficilissimo della economia nazionale ed umbra, potrà svolgere un ruolo estremamente positivo, se sarà capace di “soffermarsi su quegli indicatori che creano allarme nel tessuto socio-economico regionale, caratterizzato da una forte contrazione dei risparmi delle famiglie umbre che, dopo avere eliminato il futile, iniziano a ricorre pesantemente agli accantonamenti, al punto che l’Umbria ha la peggiore performance, e questo significa che tutti i settori produttivi sono colpiti”.
Dopo aver fatto riferimento alla situazione nazionale che in queste ore lascia ipotizzare “una manovra economica che graverà sulle spalle della povera gente accentuando la diminuzione di liquidità per li stessi istituti di credito”, Smacchi si augura che questi ultimi “non ricorrano al deposito marginale (quadruplicato in 20 giorni) che indica chiaramente come le banche, consapevoli della situazione al limite del collasso delle imprese e delle famiglie, accantonano un riserva di liquidità presso la Bce, cosa che potrebbero iniziare a fare anche i cittadini con i propri depositi, e sarebbe la vera fine” .
Un ruolo non secondario nella ripresa della economia umbra, conclude Smacchi, lo deve avere anche la politica, dimostrando di credere nel sistema Umbria, “quel sistema formato da cittadini onesti e imprese che, con coraggio, hanno da subito sfidato la globalizzazione nella sua fase nascente senza ricorrere al giochetto, ormai vietato, della svalutazione della moneta ma attraverso un innalzamento della competitività e dell’innovazione che ha portato al miglioramento della qualità”. GC/gc