Regione Umbria - Assemblea legislativa


MANIFESTAZIONI UMBRE CON ANIMALI: “LE PAROLE DEL MINISTRO FERISCONO LE COSCIENZE DEI TANTI UMBRI CHE SI IMPEGNANO A FAR VIVERE LE PROPRIE TRADIZIONI” - NOTA DI SMACCHI (PD) SULLA LETTERA DELLA BRAMBILLA

 

 

(Acs) Perugia, 10 agosto 2011 – “Il Ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla eviti giudizi affrettati che feriscono le coscienze di tanta parte della società umbra che vive le proprie tradizioni, animata da un forte spirito di appartenenza alla propria terra e con il massimo del rispetto per tutti gli  animali”.

L'appello è del consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi e fa riferimento alla lettera inviata dal Ministro ad un quotidiano umbro sul tema delle manifestazioni regionali storiche escluse dal marchio Patrimonio d'Italia con riferimento ad un presunto “sfruttamento di animali e la loro morte per divertimento” ai quali, secondo il Ministro, si opporrebbe la maggior parte degli Italiani.

Dopo aver precisato di non essere intervenuto sulla “esclusione inspiegabile dal marchio di tutte le manifestazioni umbre nelle quali vi sono animali, che evidentemente la signora Brambilla non conosce direttamente”, Smacchi afferma che il ministro “sicuramente non conosce l'origine dei Giochi de le Porte di Gualdo Tadino, che risalgono al XIII secolo,  quando in onore del patrono San Michele Arcangelo, ogni 29 settembre, si svolgeva il Pallium Decurrendum, una manifestazione storica che, al contrario di quanto scritto dal Ministro, non solo si svolge nel massimo del rispetto per tutte le creature viventi, ma che addirittura ha avuto per ben due anni consecutivi l'alto patrocinio del Ministero dei Beni Culturali”.

È possibile, si domanda il consigliere del Pd, che il Ministero del Turismo prenda una decisione diametralmente  opposta a quella del Ministero dei Beni Culturali?

A giudizio di Smacchi sono strumentali, fuori dalla realtà e poco rispettose dell'impegno volontario di migliaia di cittadini della nostra Regione, anche le affermazioni del Ministro secondo le quali, la maggioranza degli italiani censurano lo sfruttamento degli animali e la loro morte per divertimento”.

Per valorizzare a pieno gli eventi, patrimonio della tradizione storica e culturale dell'Umbria, conclude Smacchi “occorrerebbe conoscerli, viverli e almeno una volta visitare i luoghi dove per 365 giorni l'anno lavorano con passione centinaia di persone per accudire con amore viscerale gli animali e far crescere la loro valenza storica e culturale”. GC/gc

 


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