QUESTION TIME (8) RIFIUTI: “NEL 2010 PRODOTTE IN UMBRIA 549 MILA TONNELLATE DI RIFIUTI URBANI DI CUI 180 MILA (32 PER CENTO) IN FORMA DIFFERENZIATA – L'ASSESSORE ROMETTI RISPONDE ALL'INTERROGAZIONE DI BRUTTI (IDV)
(Acs)Perugia, 25 luglio 2011 - “Nel corso del 2010 in Umbria sono state prodotte complessivamente 549 mila tonnellate di rifiuti urbani delle quali 180 mila, pari al 32 per cento sono state raccolte in forma differenziata e avviate al recupero, di queste ultime, 40 mila tonnellate sono costituite dalla frazione organica umida e 101 mila tonnellate sono costituite dalle frazioni secche: carta, vetro, plastica, alluminio, altri 40 mila sono ingombranti rae, altre, frazioni che vanno comunque inviate alle filiere del recupero”. Lo ha detto l'assessore regionale all'Ambiente, Silvano Romettichiamato a rispondere ad una interrogazione del consigliere regionale dell'Italia dei valori, Paolo Brutti.
Nell'illustrazione dell'Atto, l'esponente regionale dell'Idv, ha detto che, la differenziata, “non è solo un modo civile di raccogliere i rifiuti, ma fondamentalmente è una modalità che predispone i rifiuti al successivo riciclo, allo scopo di limitare o eliminare il conferimento in discarica”. Con l'atto ispettivo Brutti ha chiesto di sapere: “quant’è effettivamente la raccolta differenziata predisposta al riciclo e quali e quanti sono sono gli impianti che lavorano per trasformarla in materie prime di seconda origine. Dall'analisi dei quantitativi – ha aggiunto l'interrogante- si potrà determinare con sicurezza la dimensione e la quantità dell’impianto di chiusura del ciclo”.
L'assessore Rometti ha spiegato quindi che “i dati annuali vengono trasmessi dai Comuni a Arpa Umbria che provvede alla gestione del catasto: Gli stessi dati sono trasmessi tramite modelli unici di dichiarazione e dalle Amministrazioni comunali, entro il 30 aprile di ogni anno, alle Camere di commercio. I dati vengono poi verificati e validati dall’Osservatorio regionale sulla produzione, raccolta, recupero riciclo e smaltimento rifiuti. Alla verifica partecipano tutte le autorità competenti : Regione, Arpa, le due Province i quattro ATI, la sezione dell’Albo regionale dei gestori ambientali.
Con l’approvazione del Piano regionale vigente – ha aggiunto Rometti - la Regione ha adottato il criterio utilizzato da Ispra (Istituto superiore di ricerca ambientale) per la redazione del rapporto annuale sui rifiuti. Da un’indagine compiuta dal nostro servizio emerge che se la Regione Umbria adottasse i sistemi di calcolo di altre Regioni, ad esempio, Toscana, Marche, Liguria e Veneto, apparentemente più virtuose, l’attuale 33 per cento di raccolta differenziata potrebbe essere incrementato anche di 3 o 4 punti percentuali.
In merito alle destinazioni, - ha detto l'assessore rispondendo a Brutti - la frazione organica umida viene interamente conferita e trattata presso gli impianti di compostaggio presenti nel territorio regionale, quindi Pietramelina, Casone e Le Crete, poi conferita a varie aziende coordinate dal Conai. I rifiuti con raccolta in forma differenziata sono stati pari a 368 mila tonnellate e vengono conferiti nelle discariche al servizio della regione. Nel Piano regionale rifiuti – ha detto ancora l'assessore - sono presenti due piattaforme per favorire e migliorare le pratiche di riuso e di recupero dei rifiuti, una è collocata presso il comune di Gubbio, un’altra nell’Ati di Terni. È nostra intenzione andare avanti con la realizzazione di queste strutture che completano,concludono e consentono alla raccolta differenziata di non essere un’azione fine a se stessa, ma di mettere in moto politiche di recupero e di riuso dei materiali. Rispetto ai dati del 2010 – ha concluso Rometti – confidiamo che nell'anno in corso i dati siano sensibilmente migliori. Ad esempio, per quanto riguarda l’Ati 2 (Perugia), al 21 maggio u.s., è stata raggiunta una percentuale di differenziata del 43 per cento, cioè del 10 per cento in più rispetto all'anno passato”.
Nella replica, Brutti ha giudicato la risposta dell'assessore “esaustiva. Rimango favorevolmente colpito – ha detto - dal fatto che esista un processo di certificazione”. RED/as