DECENNALE G8 GENOVA: “IL CONSIGLIO REGIONALE DELL'UMBRIA ASSUMA INIZIATIVE UTILI A SALVAGUARDARE I PRINCIPI COSTITUZIONALI ATTRAVERSO LA MEMORIA DI 'CARLO GIULIANI, RAGAZZO'”- L'AUSPICIO E IL RICORDO DI GORACCI (PRC-FED.SIN.)
(Acs) Perugia, 21 luglio 2011 – Di seguito i ricordi e le riflessioni del consigliere di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Orfeo Goracci sui fatti che caratterizzarono il G8 di Genova, in occasione del decennale.
“Il 21 luglio di 10 anni fa ero a Genova. Insieme a molti eugubini, consiglieri comunali, giovani ragazze e ragazzi, eravamo andati a dire che anche a noi non andava bene che otto persone autodefinitesi 'grandi' e senza aver ricevuto alcun mandato democratico si riunissero per decidere le sorti di milioni di persone.
Ero andato in veste ufficiale, come Sindaco di Gubbio, con tanto di fascia tricolore così come aveva deciso di fare il Consiglio Comunale.
Il giorno precedente in Piazza Alimonda era stato assassinato il ragazzo Carlo Giuliani. Assassinato da un ragazzo mandato lì, impreparato, a difendere i 'grandi' dall'assalto pacifico di centinaia di migliaia di persone che volevano esprimere la loro contrarietà a quelle forme di gestione del potere politico ed economico.
A distanza di dieci anni ai genitori di Carlo ed tutti noi viene ancora negata giustizia, viene nascosta la verità. Lo stesso potere e gli stessi personaggi che allora decisero che quelle giornate sarebbero dovute finire nel sangue, quello di Carlo, quello dei pestaggi della scuola Diaz, del lungomare e della caserma di Bolzaneto, non hanno consentito che venisse nominata nemmeno una commissione d'inchiesta su quanto accaduto a Genova dieci anni fa. Hanno fatto carriera molti di questi personaggi, sia nel Parlamento che nelle Forze dell'ordine. Molti lavorano per anestetizzare il ricordo di quei giorni.
La testimonianza di tanti mantiene viva la memoria della violenza, dell'abuso di potere, dello sconvolgimento dell'ordine democratico che portò al sacrificio assurdo e non sanabile di un ragazzo desideroso soltanto di manifestare il suo dissenso verso il potere dei 'grandi'.
Io c'ero ed ho potuto vedere direttamente la sottrazione di democrazia, di spazi, di libertà che si consumò a Genova, la violenza gratuita esercitata su donne, uomini, ragazze, ragazzi pacifici per dimostrare che, ad iniziare da lì, non sarebbe stato più consentito ad alcuno esprimere dissenso rispetto alle scelte dei governanti.
Siamo da anni, ormai, in difficoltà a sostenere e difendere anche la Resistenza e la Carta che da essa è scaturita perché chi ci governa non riconosce né l'una né l'altra come elementi e valori fondanti ed unificanti della società italiana, del nostro paese. Anche per questo ed a maggior ragione non dobbiamo dimenticare quanto successe a Genova nel lontano 2001, che sembra ieri. Ricordare Carlo Giuliani, ragazzo, può aiutarci in questo.
Per questo auspico che fin dai prossimi giorni anche il Consiglio regionale dell’Umbria possa assumere iniziative utili a salvaguardare la democrazia ed i principi costituzionali, ricordando quanto successo a Genova attraverso la memoria di “Carlo Giuliani, ragazzo”. RED/