CASE POPOLARI: “UN PUNTEGGIO MAGGIORE A CHI RESTA IN GRADUATORIA PER PIU’ TEMPO SENZA RICEVERE L’ALLOGGIO” - LA PROPOSTA DI ZAFFINI (COSTITUENTE POPOLARE)
Il consigliere regionale Franco Zaffini (Costituente popolare) ha presentato una mozione con la quale chiede al Consiglio regionale di impegnare la Giunta a rivedere i criteri di assegnazione delle case popolari, dando priorità ai nuclei familiari che sono da più anni in graduatoria. Contestualmente, attraverso una proposta di legge, Zaffini eccepisce la legittimità di alcune norme del regolamento attuativo del 2005 che agiscono in violazione della legge sull’edilizia residenziale pubblica n. 23/2003. Per l'esponente dell'opposizione, quindi, “bisogna evitare che il regolamento di attuazione sia difforme dalla legge regionale”. Il riferimento riguarda i requisiti di cittadinanza che, nella legge, vengono richiesti per ogni componente del nucleo familiare, mentre nel regolamento ci si limita al richiedente.
(Acs) Perugia, 21 luglio 2011 - “Rivedere subito i criteri di assegnazione delle case popolari, dando priorità ai nuclei familiari che sono da più anni in graduatoria, senza ricevere l’alloggio, tutelando così coloro che da tempo attendono, inutilmente, l’assegnazione dell’abitazione e a parità di condizioni reddituali evidentemente disagiate, appartengono da più tempo ad una comunità con la quale si sono integrati”. E’ quanto propone, attraverso una specifica mozione, il consigliere regionale Franco Zaffini (Costituente popolare).
In sostanza, l’esponente dell’opposizione chiede che venga attribuito “un punteggio aggiuntivo per ogni anno di permanenza in graduatoria, così da tutelare quei nuclei familiari che mantengono i requisiti economici e restano legati ad uno specifico territorio comunale. Un modo, questo, – spiega – per incentivare continuità di presenza all’interno di un medesimo contesto sociale, rappresentando un valore aggiunto nell’integrazione anche di quei soggetti provenienti da altri Stati”.
Attraverso una analoga proposta di legge, Zaffini eccepisce la legittimità di alcune norme del regolamento attuativo del 2005 che agiscono in violazione della legge sull’edilizia residenziale pubblica n. 23/2003. “Bisogna evitare – chiarisce - che il regolamento di attuazione sia difforme dalla legge regionale, cosa che accade oggi, ad esempio, con riferimento ai requisiti di cittadinanza che, nella legge, vengono richiesti per ogni componente del nucleo familiare, mentre nel regolamento ci si limita al richiedente. Risultato: gli alloggi popolari sono abitati anche da soggetti che non ne hanno diritto, mentre altri che ne avrebbero titolo restano fuori”.
“In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo – osserva Zaffini – la casa diventa, in misura ancora maggiore, simbolo di rifugio e sicurezza e, in particolar modo, la pubblica amministrazione, le istituzioni, devono rispondere, nell’assegnazione degli alloggi popolari, a criteri di trasparenza ed equità, tali – conclude - da restituire speranza a tutte quelle famiglie che si trovano in estrema difficoltà”. RED/as