UMBRA ACQUE: “ENNESIMO SCHIAFFO AD UN TERRITORIO AL QUALE SI DRENANO RISORSE SENZA RICONOSCERNE IL RUOLO” - PER SMACCHI (PD) “DA IERI 130MILA ABITANTI SONO ANCORA PIÙ POVERI E PRIVI DELLA NECESSARIA RAPPRESENTANZA”
(Acs) Perugia, 21 luglio 2011 - “La nomina del nuovo Consiglio di amministrazione di Umbra Acque rappresenta l'ennesimo schiaffo ad un territorio al quale si drenano risorse idriche in grande quantità senza riconoscerne la più che legittima possibilità di incidere nelle importanti decisioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini”. Lo sostiene il il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd), ricordano, “a chi finge di non sapere, che gli acquedotti di Sigillo, Gualdo Tadino e Nocera Umbra, sono tra i principali fornitori di un bene così prezioso come l'acqua alla città capoluogo di Regione”.
Smacchi evidenzia che “piuttosto di entrare nel merito delle problematiche relative al buon uso ed alla gestione di una risorsa così importante, si è preferito ancora una volta mettere mano al manuale Cencelli, senza peraltro tenere conto delle necessarie competenze. Aver nominato il Cda – prosegue il consigliere regionale - senza tenere minimamente conto dello stretto rapporto che dovrebbe esserci fra erogazione delle risorse e rappresentanza nella gestione delle stesse, è quanto di più sbagliato si possa fare e dimostra, in maniera inequivocabile, come per l'ennesima volta, vi sia chi esclusivamente da e chi esclusivamente prende”.
“Da ieri il comprensorio dell'Alto Chiascio, l'intera Alta Umbria con i suoi 130.000 abitanti, sono ancora più poveri e privi della necessaria rappresentanza nella società che gestisce il bene più prezioso di cui dispone l'intera comunità: l'acqua. Ritengo pertanto necessario – conclude Smacchi - aprire nell'immediato una discussione di merito sull'intera vicenda in grado di portare ad un approdo più rispettoso del ruolo di un territorio così importante che non può rappresentare solo il pozzo dal quale attingere e drenare risorse senza essere coinvolto nei processi decisionali e di gestione. È una questione di rispetto istituzionale, che per l'ennesima volta purtroppo è venuto meno”. RED/mp