CONSIGLIO REGIONALE (3): APPROVATA LA RISOLUZIONE CHE RECEPISCE LE COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENTE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI LEGISLATURA – LE REPLICHE E I DOCUMENTI RESPINTI
Il Consiglio regionale ha approvato con 19 voti favorevoli (10 no e 1 astenuto, Udc) la risoluzione del Partito democratico che condivide e approva la relazione sullo stato di attuazione del programma di legislatura illustrata dalla presidente Marini. Respinti i documenti proposti da Pdl, Lega e Udc.
(Acs) Perugia, 12 luglio 2011 – L'Assemblea regionale ha concluso la seduta dedicata all'attuazione del programma di legislatura con il voto della risoluzione presentata dal Pd, Prc, Idv, Socialisti, approvata con 19 voti favorevoli, 1 astenuto (Udc) e 10 contrari. Il documento della maggioranza (illustrato dal capogruppo PD Renato Locchi) “condivide ed approva” la relazione della presidente Marini sullo stato di attuazione del programma di legislatura, esprime “grande preoccupazione per il peggioramento del già pesantissimo quadro della finanza pubblica del Paese, a cui si aggiunge una stagnazione economica gravissima”; constata che la “situazione complessiva dell’economia italiana ha già imposto una rimodulazione delle politiche di bilancio per concorrere agli obiettivi contenuti nel programma di legislatura presentato nel giugno 2010”; impegna a “determinare nei prossimi mesi, così come preannunciato dalla stessa Presidente, ulteriori indirizzi programmatici rispetto ad un quadro in rapida evoluzione, con particolare riferimento alle conseguenze della manovra finanziaria nazionale in corso di approvazione”.
Bocciate invece le risoluzione proposte da: UDC (illustrata da Monacelli), “il Consiglio regionale impegna la Giunta a dare la massima accelerazione nel varo delle riforme necessarie, a partire da quelle annunciate, rendendosi disponibile al confronto e alla collaborazione reciproca affinché, dopo questo primo anno fatto di annunci e buone intenzioni, possano finalmente concretizzarsi quegli interventi decisivi di sviluppo che l’Umbria attende”. (19 no, 1 sì, 10 astenuti). LEGA (illustrata da Cirignoni), “la Giunta si attivi affinché per l'anno scolastico 2011-2012 i corsi professionali siano svolti presso le agenzie di formazione umbre; venga istituito l'obbligo di presentazione del Durc per il rilascio e il rinnovo dell'autorizzazione al commercio ambulante su aree pubbliche; sia revocato l'incarico alla direttrice della Asl 3 di Foligno; venga modificata la legge regionale 23/2003 sull'accesso all'edilizia popolare inserendo punteggi aggiuntivi per i residenti storici nella nostra regione; sia emanato un regolamento per l'applicazione di sanzioni nei confronti di Comuni ed Ati che non rispettano gli obiettivi di raccolta differenziata”. (19 no, 9 sì, 2 astenuti, Udc e Fli). PDL – LEGA (illustrata da Modena), “la Giunta regionale supporti l'azione del Governo nazionale nelle politiche di riduzione del debito pubblico evitando contrapposizioni strumentali; ritiri la delibera con cui si costituisce in giudizio per contrastare l'impugnativa del Governo sul Collegato; a concentrare l'attività, prima della pausa estiva, nel riordino e razionalizzazione della spesa pubblica; a procedere alla nomina dell'assessore alla sanità”. (19 no, 10 sì, 1 astenuto, Udc).
REPLICHE Prima del voto la presidente CATIUSCIA MARINI è intervenuta per replicare agli interventi della mattinata, osservando che: “l'azione di governo di questo primo anno di legislatura ha tenuto conto di quanto emerso dai tavoli e dai momenti di partecipazione con le imprese, i sindacati e le parti sociali, in relazione alla definizione delle priorità e delle esigenze dell'Umbria, senza rinunciare a mantenere fermo un percorso di azioni di governo utili ad aggredire alcune questioni fondamentali. Ai consiglieri di opposizione pare sfuggito che l'avvio delle azioni non è rappresentato dai due piani appena adottati ma da una serie di provvedimenti mirati ad incidere sull'accompagnamento e le politiche pubbliche per le imprese. Senza queste azioni il quadro economico regionale, soprattutto per le piccole e medie imprese sarebbe stato ben più grave. Sono stati messi in campo strumenti coerenti con la programmazione europea, con dati positivi delle imprese impegnate nella green economy, un settore in cui il Governo ha modificato la propria impostazione proprio grazie all'intervento di alcune Regioni. Lo sforzo più importante sul versante della coesione sociale è stato quello di affrontare una manovra economica rilevante senza far venir meno le azioni per lo sviluppo. Abbiamo avuto ragione nell'affermare la necessità di politiche pubbliche nel welfare. Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti possibili per affrontare la politica industriale, come il 'Programma Industria 2015', uno strumento strategico utile per affrontare la crisi della chimica, che invece il governo nazionale ha snobbato. L'Esecutivo nazionale ci ha ripetuto che la crisi avrebbe prodotto in Italia un impatto minore dal resto d'Europa, con una ripresa più rapida. Le Regioni di centrosinistra devono affrontare due manovre economiche che non penalizzano chi ha mantenuto i conti in ordine e chi non ha applicato la legge Brunetta. Non abbiamo rinunciato alle politiche di sviluppo e alle riforme necessarie: la riforma endoregionale è diventata strategica proprio alla luce delle manovre del Governo. Sulle liste di attesa abbiamo preso provvedimenti che sono già operativi e le linee guida nazionali sulle liste di attesa fissano degli obiettivi molto più modesti dei nostri: puntiamo a innalzare la qualità del sistema, migliorando i tempi delle prenotazioni programmate. Sulle urgenze e sul pronto soccorso abbiamo già raggiunto obiettivi migliori di quelli fissati a livello nazionale. Vedo con sorpresa che sugli atti che riscuotono più consensi nei momenti concertativi, come il disegno di legge sulla semplificazione (fondamentali in un momento fondamentale della crisi economica), si cerca di ricondurre l'iniziativa alle proposte dell'opposizione. Le Regioni stanno dando un contributo fondamentale ad una manovra che porti alla riduzione effettiva del debito pubblico. Sui rifiuti hanno dato un aiuto e una risposta grazie ad una iniziativa delle Regioni del centrosinistra, costruendo una misura straordinaria e utile alla Campania quanto al Governo nazionale. L'Umbria non è in emergenza ed ha costruito la sua programmazione basandosi, come nel caso della discarica Le Crete di Orvieto, sul confronto con gli enti locali e i cittadini. La situazione del sisma di Marsciano: per ammissione del capo dipartimento della Protezione civile, la norma inserita in Finanziaria mette in discussione mette in discussione la civiltà di questo paese, prevedendo che le Regioni, prima di poter utilizzare le risorse per la ricostruzione, dovremmo mettere mano alla fiscalità regionale per recuperare risorse. Una misura contestata dallo stesso prefetto Gabrielli: ciò nonostante metteremo a disposizione una parte delle risorse, in attesa di una risposta significativa da parte del Governo nazionale, per arrivare ai 100 milioni di euro necessari per la ricostruzione. Il Governo regionale continuerà nell'attuazione degli obiettivi programmatici, percorrendo una strada straordinaria in un momento difficile, sfruttando la strumentazione europea per le politiche di coesione, mettendo in atto riforme mirate allo sviluppo e alla crescita. Il Governo non ha impugnato nel merito le misure sull'Irap adottate dall'Umbria (pur garantendo la totale copertura finanziaria), soltanto perché non sono state portate avanti nell'ambito della legislazione sul federalismo”.
FIAMMETTA MODENA (Portavoce PDL – LEGA): “Il presidente Napolitano ha chiesto la collaborazione dei gruppi di opposizione (Pd, Idv e Udc) per arrivare ad una rapida approvazione della manovra. Tremonti ha già spiegato che il debito pubblico è colpa dei partiti che hanno governato negli ultimi decenni: il ministro ha visto più avanti di tanti altri. Nel momento in cui si lancia l'allarme per il momento difficile in cui ci troviamo noi invitiamo la Giunta a mettere mano alla spesa pubblica. Sulle liste di attesa: ci sono stati annunci e intervista che annunciavano grandi cambiamenti. Ma poi leggiamo le denunce di cittadini che ottengono prenotazioni dopo mesi e mesi. Secondo noi questo è un segnale chiaro in un settore dove l'azione di governo deve farsi sentire. È ora che venga designato il nuovo assessore alla sanità. Sulla questione del riordino, come nelle Comunità montane, avete perso un anno. SANDRA MONACELLI (Portavoce UDC): “Il dibattito della mattinata è stato condizionato da quanto sta accadendo nella vita politica ed economica del nostro Paese. La lezione italiana, per la quale lo stesso Presidente della Repubblica ed oggi anche il Presidente del Consiglio hanno chiesto senso di responsabilità ad ogni forza politica, dovrebbe indirizzare tutti noi a capire che anche in Umbria, il futuro, non può essere un gioco tra maggioranza e opposizione. Gli impegni lanciati un anno fa dalla Giunta regionale hanno oggi un passo lento e pesante. Le divisioni all'interno della maggioranza e le correnti interne non hanno aiutato l'azione amministrativa. È giunto il momento di abbandonare i retaggi del passato, magari rischiando rendite di posizione e guardare in faccia la realtà. Per quanto mi riguarda continuo a ricercare il cambio di passo da parte di chi amministra la nostra regione”. GC/MP/AS/TB