CULTURA: “‘CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DELL’ARTE CONTEMPORANEA’: SOLO PROCLAMI E NESSUN BENEFICIO PER CITTÀ DI CASTELLO MA SOLO PER LE SOLITE ‘CASTE’” – NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)
Il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani lancia l’allarme sulla vicenda relativa alla realizzazione di un ‘Centro di documentazione dell’Arte Contemporanea’ a Città di Castello. Secondo l’esponente del Pdl “l'impegno della Giunta regionale di fare della città tifernate la capitale regionale dell’arte contemporanea sembra avviarsi ad essere disatteso”.
(Acs) Perugia, 7 luglio 2011 – “Per Città di Castello niente di buono in vista quanto alla costituzione di un ‘Centro di documentazione per l’arte contemporanea’, un progetto che sembrava ormai acquisito. Si ricomincia con la politica dei proclami e, purtroppo, sappiamo già come andrà a finire”. Così il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani, che ricorda come l’impegno della passata Giunta regionale, “testualmente scritto nel Dap, era quello di fare della città tifernate la capitale regionale dell’arte contemporanea: non un ‘regalo’, ma un doveroso omaggio ad Alberto Burri”. Ma questo impegno, secondo l’esponente del Pdl sembra avviarsi ad essere disatteso “e – spiega - si sta trasformando nell'ennesimo ‘naufragio’ per Città di Castello a favore di altri centri umbri”.
Lignani Marchesani aggiunge poi, a titolo di esempio, che la città di Foligno, ha “legittimamente avviato un’esperienza in tal senso, lasciando i tifernati a disquisire su ‘passaggi di proprietà’ per un centro di documentazione che risponde esclusivamente a logiche di nicchia e non certo allo sviluppo del territorio”. Secondo il consigliere del Pdl è necessario avviare preliminarmente una “operazione trasparenza”, un parametro questo che, a suo giudizio, “è clamorosamente mancato all’interno della ‘Fondazione Burri’, la quale, attraverso i suoi esponenti, ha tenuto un atteggiamento omertoso nei confronti delle istituzioni comunali, rifiutando ad esempio di fornire ai rappresentanti del popolo informazioni elementari quali l’entità delle parcelle degli avvocati”.
“Altra storia nota – aggiunge Lignani Marchesani - quella di consiglieri di Amministrazione della ‘Fondazione’ che hanno fatto gli interessi di altre esperienze culturali, in palese contrasto con le finalità tifernati. Ma oggi la città – afferma - ha il diritto di sapere come la ‘Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello’ potrà acquistare Palazzo Vitelli e a quali voci di uscita sottrarrà per anni ossigeno e disponibilità in campo sociale e culturale. Il gioco è chiaro: si continuano a chiedere soldi – spiega Lignani Marchesani - per progetti al ministero della Cultura senza coinvolgerne gli esponenti, per poi successivamente gridare contro il Governo che verrà indicato, in modo inammissibile, come unico responsabile del fallimento dell’iniziativa. Si continua, in sostanza – sottolinea l’esponente del Pdl - a voler utilizzare, senza renderne conto, risorse nazionali, gestendo fondi non di propria competenza e perpetuare un potere di ‘casta’ ad oggi inaccettabile”.
“In attesa del più che probabile arenamento dell'iniziativa – dice Lignani Marchesani - ma vorremmo essere smentiti dai fatti, qualcosa ci dice che si procederà, trovando nelle pieghe del bilancio regionale qualche decina di migliaia di euro, alla costituzione societaria del “Centro” al fine di distribuire cariche, gettoni e prebende, oltre all’ambitissimo posto di direttore scientifico da dare ad amici o a figli di amici, in logica puramente ereditaria. In un contesto socialmente difficile – conclude - questo atteggiamento da parte di Regione e Comune, che si fanno strumento di logiche di sottopotere e non politiche per convenienze di natura clientelare ed elettorale, è assolutamente ingiustificato e vergognoso. Vigileremo affinché le poche risorse a disposizione siano impiegate in maniera trasparente e senza inutili doppioni”. RED/