Regione Umbria - Assemblea legislativa


CENMAT DI SCANZANO: “RICONVERTIRE IL SITO PER SALVARE I POSTI DI LAVORO E LE RISORSE INVESTITE” - BARBERINI (PD) INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE INVITANDOLA AD ATTIVARSI CONTRO LA CHIUSURA DEL CENTRO MATERIALI E STAMPATI DELLE POSTE

In sintesi

Il consigliere regionale del Partito Democratico Luca Barberini ha presentato stamani una interrogazione alla Giunta in merito alla annunciata chiusura, da parte dell'azienda, del CenMat (Centro Nazionale Materiali e Stampati) delle Poste di Scanzano. Nel suo atto ispettivo, Barberini chiede di sapere quali iniziative intende mettere in atto la Regione al fine di evitare la chiusura del Centro e la progressiva contrazione della presenza di Poste Italiane in Umbria. Per l'esponente del Pd è necessaria la riconversione del sito creando nuovi progetti di sviluppo, per salvaguardare i numerosi posti di lavoro che ruotano intorno alla struttura e non disperdere le ingenti risorse pubbliche investite per la costruzione dell’imponente deposito”.

 

(Acs) Perugia, 5 luglio 2011 - “È necessario riconvertire il Cenmat di Scanzano, creando nuovi progetti di sviluppo, per salvaguardare i numerosi posti di lavoro che ruotano intorno alla struttura e non disperdere le ingenti risorse pubbliche investite per la costruzione dell’imponente deposito”. Lo scrive il consigliere del Pd, Luca Barberini, in una interrogazione urgente alla Giunta regionale, presentata stamani per sapere quali iniziative intende mettere in atto l'Esecutivo di palazzo Donini per evitare la progressiva contrazione della presenza di Poste Italiane in Umbria e, in particolare, la chiusura del Centro materiali di Scanzano, recentemente annunciata dall’azienda.


 

Il Cenmat – rimarca Barberini – non può diventare una cattedrale nel deserto. L’impianto è stato realizzato con rilevanti finanziamenti pubblici e ha tutte le caratteristiche necessarie per continuare a svolgere un ruolo importante nella gestione di beni e servizi postali, fino a diventare un sito strategico sul fronte logistico e infrastrutturale, in sinergia con opere come la nuova statale 77, la piastra logistica e il potenziamento della linea ferroviaria Orte-Falconara. La decisione di Poste Italiane – aggiunge l'esponente del Pd - è paradossale: si pone in controtendenza con lo sviluppo del territorio e vanifica tutti gli investimenti fatti finora, oltre a mettere a rischio decine di posti di lavoro, procurando un danno irreversibile all’economia locale. Se, infatti, i 35 impiegati delle Poste che lavorano al Cenmat – spiega Barberini - verranno ricollocati, non ci sono garanzie per gli 80 dipendenti delle società private che operano nella struttura per conto di Poste Italiane, il cui futuro è legato alla volontà della stessa azienda di mantenere in vita un impianto che, al momento, appare destinato ad un progressivo ridimensionamento”.


 

Per Barberini, in conclusione, “è necessario che le istituzioni regionali attivino tutte le iniziative necessarie per scongiurare la chiusura del centro e il conseguente abbandono della struttura, spingendo Poste Italiane a trovare soluzioni alternative, che permettano la valorizzazione del Cenmat, inserendolo a pieno titolo nel piano di sviluppo aziendale”. RED/as


 


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