VIABILITA’: “RETE STRADALE INADEGUATA E PROMESSE NON MANTENUTE, MA SECONDO IL MINISTRO MATTEOLI PER AVERE LE INFRASTRUTTURE BISOGNA ‘PEDAGGIARLE’” – MONACELLI (UDC): “SI DIMOSTRI CHE LA SPESA E’ GIUSTIFICATA”
Sandra Monacelli (Udc) critica le dichiarazioni rilasciate ad Assisi dal ministro Matteoli, secondo il quale “le risorse non ci sono e per avere le infrastrutture bisogna far pagare il pedaggio”. Secondo Monacelli “al danno, ovvero una rete stradale con lavori iniziati da decenni e mai conclusi e alla mancata realizzazione di strade promesse, si aggiunge la beffa di un ulteriore esborso di denaro per i cittadini umbri”.
(Acs) Perugia, 9 giugno 2011 – “Appena si allunga la distanza dalle consultazioni elettorali, la franchezza torna a sostituire le ambiguità del politically correct. Per questo motivo non sono più una doccia fredda, ma tutt'al più solo fresca, le dichiarazioni del ministro Matteoli, che ad Assisi ha affermato: ‘le risorse non ci sono e per avere le infrastrutture bisogna ‘pedaggiarle’”. E’ il parere della portavoce dell’Udc in Consiglio regionale, Sandra Monacelli, secondo la quale “si continua ad evitare di riconoscere la storica disattenzione che governi di segno diverso hanno avuto per l'Umbria sul tema infrastrutturale: strade i cui lavori sono iniziati da decenni e mai conclusi; carenza di una rete stradale adeguata, per la cui mancanza di sicurezza viene compromessa la vita delle persone ed aggravati notevolmente i costi per il trasporto delle merci; nuovi tratti da realizzare progettati da lungo tempo e promessi a più riprese, che attendono ancora di vedere la luce lasciando gravare il traffico sempre più intenso su di una viabilità esistente sempre più compromessa e bisognosa di manutenzione”.
“Di fronte a tutto questo, il ministro Matteoli ha pensato bene di dispensare la regola del bastone e la carota, applicata ad una regione già provata da tempo: pedaggi da pagare in cambio di generiche promesse di infrastrutture da realizzare. Al danno, ovvero la mancata realizzazione di infrastrutture, si aggiunge la beffa, consistente in un ulteriore esborso di denaro che gli umbri dovrebbero pagare ad uno Stato, per il quale la nostra regione non è mai stata una priorità in tema di infrastrutture. Ad altre false promesse – conclude - i cittadini dell'Umbria non sono più disposti a credere: prima di chiedere di pagare, almeno si dimostri che la spesa è giustificata”. RED/pg