Regione Umbria - Assemblea legislativa


SECONDA COMMISSIONE: “DISCIPLINA DEI PERCORSI DEL CASHMERE IN UMBRIA” - MONNI (PDL) HA ILLUSTRATO LA PROPOSTA LEGISLATIVA DI CUI È PRIMO FIRMATARIO

In sintesi

In seconda Commissione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, ha preso il via stamani l'iter legislativo della proposta a firma del gruppo consiliare del Pdl, (primo firmatario Massimo Monni) 'Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria'. L'iniziativa è finalizzata alla realizzazione di “un circuito regionale integrato di interesse economico, culturale e turistico, dove le produzioni di eccellenza costituiscono importanti elementi di attrazione”.Seguirà, nelle prossime riunioni, audizioni con l'assessore regionale allo Sviluppo economico, con le Associazioni di categoria e le Camere di Commercio. Successivamente è prevista la costituzione di un gruppo di lavoro per lo approfondimento dell'atto che comprenderà membri della stessa Commissione e dell'assessorato regionale.

 

(Acs)Perugia, 8 giugno 2011 - “Favorire la realizzazione di interventi integrati finalizzati alla promozione e diffusione dell'immagine delle imprese umbre operanti nel settore del cashmere, nonché dei relativi territori ad alta vocazione, per garantire il miglior raccordo con i soggetti operanti lungo l’intera filiera produttiva”. È uno dei principali obiettivi della proposta di legge del Gruppo consiliare del Pdl, Massimo Monni, Raffaele Nevi, Fiammetta Modena, Andrea Lignani Marchesani, Massimo Mantovani, Maria Rosi, Alfredo De Sio e Rocco Valentino) 'Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria' che lo stesso Monni, primo firmatario, ha illustrato nella riunione odierna della seconda Commissione presieduta da Gianfranco Chiacchieroni.  

 

L'iniziativa legislativa è finalizzata alla realizzazione di “un circuito regionale integrato di interesse economico, culturale e turistico, dove le produzioni di eccellenza costituiscono importanti elementi di attrazione”.

 

La proposta – come Monni ha sottolineato nella sua illustrazione - è finalizzata alla realizzazione di un circuito regionale integrato di interesse economico, culturale e turistico, dove le produzioni di eccellenza costituiscono senz’altro importanti elementi di attrazione”.

 

Tra le finalità c'è anche la creazione di un presidio strategico dei mercati: in questa area si iscrivono le iniziative volte ad individuare soluzioni distributive innovative, riguardo al mercato italiano ed estero, e soluzioni adatte alle piccole e medie nell’ambito della conoscenza dei fornitori, dei committenti, delle materie prime e del cliente finale, e quindi di sistemi di market intelligence integrato.

 

La 'Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria' – ha rimarcato Monni - vuole offrire uno strumento che armonizzi varie aree di intervento nel settore (la valorizzazione, la promozione e la commercializzazione; la formazione; l'innovazione; la nascita di imprese e il passaggio generazionale) e che sia in grado di proporre e mettere a sistema gli interventi che sappiano meglio rispondere alle problematiche peculiari del settore”.

 

Il presidente della Commissione Chiacchieroni l'ha definita “un'iniziativa suggestiva che coglie comunque una vocazione dell'Umbria come quella del cashmere che si articola su tre punti fondamentali: istituire la settimana del cashmere nell'ambito della quale coinvolgere gli stessi produttori delle materie prime; esposizione dei prodotti; i percorsi, attraverso le imprese”.

 

I passi successivi dell'atto, in Commissione, vedranno l'audizione con l'assessore allo Sviluppo economico, Gianluca Rossi; audizioni con Associazioni di categoria e Camere di Commercio e la costituzione di un gruppo di lavoro e approfondimento comprendente membri della Commissione e dell'assessorato regionale.

 

La proposta di legge “Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria” conta 13 articoli, che definiscono la finalità della legge, i percorsi e le lavorazioni oggetto di promozione, le modalità di costituzione del Comitato promotore, il Comitato di gestione, le finalità e le modalità organizzative del “Meeting dei Fornitori e degli operatori del settore”, le disposizioni finanziarie e l’attività di monitoraggio e valutazione.

 

SCHEDA: IL TESSILE IN UMBRIA

Nella relazione contenuta nell'atto di proposta legislativa si legge che in Umbria il comparto tessile “conta complessivamente circa 1700 imprese, concentrate per lo più in provincia di Perugia e, prevalentemente, nei territori di Perugia, Assisi, Bastia Umbra, Corciano, Magione, Foligno, Spoleto, Città di Castello e Umbertide. In Umbria le tipologie di produzione prevalenti risultano essere quelle della maglieria (41 per cento delle imprese), delle confezioni (48 per cento), dei tessuti (2,5 per cento); il restante 8,5 per cento delle imprese produce intimo, ricami, biancheria per la casa, stireria, tessuti particolari. Per quanto riguarda la dimensione aziendale: l’8 per cento ha fino a 5 addetti; circa il 70 per cento, tra i 6 ed i 20 addetti; il 18 per cento tra 21 e 50 addetti; il 4 per cento ha oltre 50 addetti. In termini di fatturato il 29 per cento delle imprese rimane sotto i 250mila euro; il 47,5% per cento si colloca tra 250mila e 1 milione di euro; il 17,3 per cento da 1 a 5 milioni; il 3,4 per cento da 5 a 10 milioni; infine il 2,8 per cento oltre 10 milioni di fatturato.

Una misura significativa del ruolo del comparto e del contributo da esso assicurato all’intero sistema economico ci è fornita dai dati di contabilità regionale dell’Istat. Sulla base di tali dati ci si rende conto del fatto che le industrie tessili e dell’abbigliamento, in Umbria, rappresentavano, già nel 2000, il 10,1 per cento in termini di valore aggiunto, e all’incirca il 16 per cento, in termini di occupazione, sul totale del comparto industriale (incluse le costruzioni). Si tratta, come si vede, di un settore che non solo è stato ed è ancora assai importante per l’economia umbra, per il suo apporto alla produzione di ricchezza e al mantenimento di elevati livelli di occupazione, ma anche che contribuisce in misura notevole all’export regionale e, in generale, ad accrescere la proiezione internazionale del Made in Umbria, soprattutto grazie al comparto della maglieria e a quello dei tessuti a maglia. Non va inoltre sottovalutato il fatto che l’industria del tessile è uno dei cinque comparti manifatturieri in cui è impiegato il maggior numero di lavoratrici donne, non solamente in attività alle dipendenze ma anche come lavoratrici autonome e indipendenti, professioniste e amministratrici e titolari di azienda”. RED/as


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