PIANO REGIONALE ATTIVITÀ ESTRATTIVE: “STATO DI ATTUAZIONE DELLE PREVISIONI NORMATIVE E INDIRIZZI REGIONALI SUL RECUPERO DI MATERIALI INERTI PROVENIENTI DA RIFIUTI” - INTERROGAZIONE DI GORACCI (PRC-FED.SIN.)
Il consigliere regionale di Prc- Fed.sin. Orfeo Goracci,ha presentato una interrogazione alla Giunta per chiedere chiarimenti circa lo stato di attuazione del Piano regionale delle Attività estrattive, con particolare riferimento “alle previsioni ed agli indirizzi stabiliti per il riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti da costruzioni e demolizioni”. Goracci, nel sottolineare l'importanza del riutilizzo dei materiali provenienti da costruzioni e demolizioni, ne auspica un utilizzo più significativo in edilizia, al fine di evitare il conferimento in discarica ed anche l'estrazione di materiale di cava.
(Acs) Perugia, 6 giugno 2011 – Con una interrogazione (Question time) il consigliere regionale di Prc- Fed.sin. Orfeo Goracci, chiede all'Esecutivo di Palazzo Donini di chiarire “lo stato di attuazione del Piano regionale delle Attività estrattive; lo stato del monitoraggio dello stesso con particolare riferimento alle previsioni ed agli indirizzi stabiliti per il riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti da costruzioni e demolizioni e la valorizzazione dei materiali assimilabili”.
Nel suo atto ispettivo, Goracci ricorda che il Piano regionale delle Attività estrattive è stato adottato dal Consiglio regionale nel febbraio 2005 e che nel suddetto Piano veniva indicata, con riferimento al Primo rapporto sui Rifiuti speciali Anpa-Onr del 1999, una produzione pro capite nella nostra regione di rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni di poco superiore alle 0,3 tonnellate annue pari ad un quantitativo complessivo di 251.387 t/anno.
Per Goracci “tale quantitativo non rappresenta una quota elevata rispetto al materiale cavato annualmente individuato nel Prae di circa 13.500.000 t/anno. I rifiuti inerti – aggiunge - provenienti da costruzione e demolizione nel Prae 2005 rappresentano comunque una risorsa poco sfruttata ancorché la percentuale di recupero e di riciclo a livello regionale (14,4 per cento) risulti superiore a quella nazionale (8,9 per cento). I materiali inerti provenienti da rifiuti, già presi in esame all'interno del Prae in questa direzione, possono fornire un contributo integrativo al soddisfacimento del fabbisogno regionale di inerti”.
L'esponente di Rifondazione comunista evidenzia come “a tutto il 2005 venivano smaltiti annualmente in discarica 210 mila tonnellate di rifiuti provenienti da demolizioni e costruzioni. Alla luce della classificazione Cer, i rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni – spiega - sono costituiti in alta percentuale da rifiuti non pericolosi ed il loro recupero è disciplinato rigorosamente dalla normativa vigente e, opportunamente selezionati fin dalla loro origine, i prodotti riciclati, anche nobilitati con prodotti di materiali di cava, possono raggiungere caratteristiche tecniche e merceologiche adeguate alle caratteristiche di impiego richieste. Alcuni siti estrattivi - continua Goracci - a quanto è dato sapere, hanno modificato i propri impianti per adeguarsi ad essere centro di conferimento, recupero e trattamento di rifiuti inerti, chiudendo il ciclo tra produttore di rifiuti e consumatore di materiali inerti essendo sottoposti a stringente sistema di vigilanza e controllo. Nel Prae la quota derivante del recupero di inerti veniva stimata intorno al 5 per cento del totale del fabbisogno e all'8 per cento nel settore degli inerti e, seppure nella misura contenuta, rappresenta un indubbio risparmio in termini di impatto ambientale paragonabile a quello di due cave di grandi dimensioni”.
Goracci ricorda quindi che “al fine di favorire e facilitare le operazioni di raccolta e riciclaggio di rifiuti inerti la Regione si impegnava nello stesso Prae a promuovere e stipulare Accordi di programma o protocolli di intesa con le associazioni di categoria, le Amministrazioni ed i soggetti economici interessati. Ai fini dell'aggiornamento e dell'attività di monitoraggio del Prae – scrive ancora Goracci nell'interrogazione - veniva indicata la formazione, all'interno del Sistema informativo ambientale, del 'Sistema informativo multiutente per la gestione delle attività di cava', fornito a Comuni e Province ai fini della formazione e gestione della banca dati regionale in materia”.
Il consigliere di Rifondazione comunista evidenzia anche che “nelle previsioni del Prae veniva individuata la costituzione di un apposito 'Osservatorio regionale dei materiali inerti' cui veniva affidata il compito di indicare alla Giunta, anche alla luce delle risultanze dell'attività di monitoraggio del Piano, la realizzazione di studi e indagini per la determinazione del fabbisogno regionale di materiali di cava e, insieme ad altro, 'le azioni di promozione per la costituzione dei consorzi volontari per il comune approvvigionamento di materiali di cava'”. Goracci conclude ricordando che “il Prae affidava alla Giunta regionale il compito di proporre l'aggiornamento del piano ogni qualvolta, sulla base delle attività di monitoraggio, ne ravvisi l'opportunità”. RED/as