Regione Umbria - Assemblea legislativa


EDILIZIA SOCIALE: “SUBITO DOPO L'ESTATE LA GIUNTA PRESENTERÀ LA PROPOSTA DI RIFORMA DELLA LEGGE 23/2003” - AUDIZIONE DELL'ASSESSORE VINTI SULLA PROPOSTA DI LEGGE DELL'IDV PER L'AUTOCOSTRUZIONE

In sintesi

L'assessore regionale alla Politica della casa Stefano Vinti è intervenuto questa mattina in Terza Commissione per esprimere le valutazioni della Giunta regionale sulla proposta di legge Dottorini – Brutti sulle “Norme in materia di autocostruzione ed autorecupero a fini abitativi”. Vinti ha spiegato che l'Esecutivo di Palazzo Donini sta ultimando alcune modifiche alla legge 23/2003 “Norme di riordino in materia di edilizia residenziale pubblica” e che dunque anche la regolamentazione delle pratiche di autocostruzione rientrerà nelle modifiche che verranno sottoposte alla Commissione.

(Acs) Perugia, 23 maggio 2011 - “La Giunta regionale si impegna a mantenere l'attenzione verso le cooperative di autocostruzione, ma all'interno di un quadro di revisione della legge 23/2003 'Norme di riordino in materia di edilizia residenziale pubblica', che entro poche settimane verrà completato, per essere sottoposto alla Commissione subito dopo l'estate”. Lo ha detto, intervenendo ai lavori della Terza Commissione del Consiglio regionale, l'assessore alla Politica della casa Stefano Vinti.

Vinti ha partecipato ai lavori per rappresentare il punto di vista dell'Esecutivo regionale sulla proposta di legge firmata da Oliviero Dottorini e Paolo Brutti (Idv) “Norme di riordino in materia di edilizia residenziale pubblica”, spiegando che “la Giunta è impegnata nella complessa revisione della legge 23 per adeguarla ai cambiamenti richiesti dalla normativa europea e da una recente sentenza della Corte costituzionale. La proposta di Dottorini e Brutti interviene su uno dei 5 operatori (le cooperative di autocostruzione) che, per legge, sono abilitati alla costruzione delle case di edilizia sociale. Nella normativa regionale non possono però essere introdotte agevolazioni e tutti gli operatori devono poter godere delle stesse condizioni, senza agevolazioni per alcuno. Si deve inoltre tenere conto della situazione economica contingente e del fatto che gran parte dei Comuni non dispongono di aree libere sufficienti. Le indicazioni, pure interessanti, contenute nella proposta di legge dell'Idv, sembrano dunque al momento poco praticabili: il recupero degli appartamenti nei centri storici, ad esempio, presenta un livello di difficoltà che non sempre può essere affrontato da cooperative di autocostruzione, che possono non avere le competenze necessarie. Sarebbe meglio – ha spiegato Vinti – non definire interventi mirati soltanto ad uno dei 5 operatori ma preferire piuttosto una normativa organica che li includa tutti, con eguale trattamento e condizioni. In ogni caso la Giunta regionale si impegna a perfezionare la proposta di modifica della legge 23 entro la fine dell'estate, per poi sottoporla alla Commissione e al Consiglio regionale”.

Rispetto alle dichiarazione dell'assessore, il capogruppo dell'Idv, Oliviero Dottorini, ha rimarcato che “si parla già da alcuni anni di una proposta di revisione della legge 23, che però l'Esecutivo regionale non ha mai presentato, rinviando ogni possibilità di presentare ipotesi di modifica da parte dei gruppi. Se davvero questa volta si tratta di aspettare poche settimane, possiamo attendere, ma non oltre l'estate perché è necessario stabilire regole certe che permettano di utilizzare l'autocostruzione, con modalità chiare e definite. L'importante è che non si tratti di un tentativo di dilazionare i tempi”. Per Paolo Brutti il rinvio della discussione della proposta di legge è motivato solo se le ipotesi di modifica che la Giunta presenterà terranno conto delle indicazioni elaborate dal gruppo dell'Italia dei valori: “in Umbria cavatori, costruttori e cementieri svolgono un ruolo fin troppo importante. La nostra proposta mira a ridare spazio ai cittadini togliendolo ai costruttori”.

Rocco Valentino (Pdl) ha infine rimarcato la complessità degli interventi nei centri storici ed ha chiesto che venga prevista l'impossibilità di accedere ai benefici dell'edilizia sociale per coloro che possiedono un appartamento anche in altre regioni. Il consigliere ha poi chiesto che nella discussione sull'edilizia pubblica venga inclusa anche la proposta (di cui è primo firmatario) sulla revisione delle regole di accesso alle abitazioni assegnate dall'Ater. MP/mp


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