ISTRUZIONE: “GIOVANI E SFIDE EDUCATIVE” – A SCIENZE DELLA FORMAZIONE CONVEGNO CON UMBERTO GALIMBERTI ORGANIZZATO DAL SERVIZIO COMUNICAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE
Per i giovani il futuro è imprevedibile, non sanno cosa li aspetta e non hanno scenari: lo ha detto stamani a Perugia, il professor Umberto Galimberti, ordinario di Filosofia della storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si è parlato anche di realtà virtuale e della sfida educativa nella società della tecnologia e della comunicazione, all’interno del convegno intitolato “La terra di mezzo: giovani e sfide educative”, organizzato dal Servizio comunicazione del Consiglio regionale in collaborazione con
(Acs) Perugia, 19 maggio 2011 - “Per i giovani di oggi il futuro è diventato imprevedibile, non sanno cosa li aspetta e non hanno scenari, quindi come fanno a impegnarsi?”. Questa la fotografia fatta dal professor Umberto Galimberti, ordinario di Filosofia della storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, a margine della conferenza che si è tenuta stamani a Perugia con gli studenti delle scuole medie superiori, nell’aula magna di della facoltà di Scienze della formazione, sul tema “La terra di mezzo: giovani e sfide educative”. L’iniziativa, inserita nel programma de “Il maggio dei libri”, è stata organizzata dal Servizio comunicazione del Consiglio regionale dell’Umbria, in collaborazione con il Dipartimento di scienze della formazione dell’università di Perugia, nell’ambito del progetto “Biblioteche che educano”.
Galimberti ha detto che “la condizione dei giovani è devastante, perché non sono adeguatamente seguiti da piccoli, e in età adolescenziale non sono curati né dai genitori né dalla scuola, che è luogo abbastanza demotivante. E’ il problema non è di natura psicologica, ma culturale: vivono il presente, conoscono le emozioni ma non i sentimenti, con accanto quell’ ‘ospite inquietante’ che è il nichilismo, il non trovare più valori di riferimento. I giovani sono meglio conosciuti dagli operatori di mercato che dai genitori e crescono perciò senza punti di riferimento. Vengono parcheggiati al liceo, all’Università, nei master e nel precariato, ma sono senza futuro e di conseguenza lo è la nostra società. Non li immettiamo nel circuito sociale e nel mondo lavorativo. Siamo seduti su una ‘bomba’”.
Come si esce, dunque, da una situazione così preoccupante? Per Galimberti “bisognerebbe che coloro che detengono il potere, che non sono neanche i loro padri ma i nonni, basta guardare all’età di presidente della Repubblica e capo del Governo, facessero posto a persone giovani, formate però in strutture vere. Bisogna, inoltre, far ‘riconoscere’ ai giovani le proprie capacità, ‘riappassionarli’ ad esse, perché riescano ad esplicitarle e a farle crescere”.
Fra le tematiche affrontate, anche i nuovi scenari per l’esperienza giovanile. Furia Valori, professore ordinario di Filosofia teoretica dell’Ateneo perugino, ha discusso il tema dell’uomo tra reale e virtuale: “La virtualità è ormai una nuova dimensione degli uomini – spiega - un nuovo ambiente che va ad interagire con gli altri ambienti dell’uomo. Non è una dimensione catastrofista, vorrei darne una lettura positiva: si tratta anche di nuove relazioni, c’è la possibilità di scambio, di coinvolgimento, di unirsi agli altri”.
Di sfida educativa nella società della tecnologia e della comunicazione ha parlato Floriana Falcinelli, professore ordinario di Didattica e tecnologie dell’istruzione dell’Università di Perugia: “Le nuove tecnologie stanno cambiando l’esperienza dei ragazzi, il modo con cui acquisiscono e si scambiano le informazioni, per cui – secondo il docente - dobbiamo chiederci se questa ‘nuova intelligenza’, che comincia ormai a definirsi, pone dei problemi di natura educativa agli adulti che dovrebbero accompagnare questo processo e che invece, sia sul fronte scolastico che su quello familiare, si trovano abbastanza impreparati a fronteggiarlo. Per usare una nota metafora, gli adulti sono ‘immigrati digitali’ e non riescono a rispondere a quelli che sono i ‘nativi’ digitali”. PG/pg
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