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MILLEPROROGHE: “LE MULTE DELLE QUOTE LATTE DEGLI ALLEVATORI PADANI PAGATE CON I FONDI PER L’ASSISTENZA AI MALATI ONCOLOGICI” - NOTA DI SMACCHI (PD)

In sintesi

Il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi si dichiara “stupefatto ed indignato della norma del 'decreto Milleproroghe' che prevede di finanziare lo slittamento di sei mesi del pagamento delle multe sulle quote latte utilizzando  i 5 milioni di euro per i malati di cancro”. Smacchi sottolinea che il debito dei produttori di latte ammonta a 740 milioni di euro e se gli allevatori padani non lo dovessero saldare questo costerebbe 174 euro ad ogni contribuente italiano.



(Acs) Perugia, 2 marzo 2011 - “La Finanziaria 2010 stanziava 50 milioni di euro per assistenza e cura ai malati oncologici. Nel 'decreto Milleproroghe' vengono prelevati da quel fondo 5 milioni, grazie ad un emendamento voluto dalla Lega nord che consente altri sei mesi di tempo agli allevatori per pagare le multe per lo sforamento delle quote latte. Ancora una volta al grido stridulo della lotta agli sprechi si inventa una norma che premia i furbi e riluttanti patrioti del nord a discapito addirittura di chi muore di cancro, azzerando anche il fondo per il funzionamento dei centri territoriali di controllo per il patrimonio zootecnico e per il miglioramento genetico (Apa)”. Lo denuncia il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) spiegando che “nonostante la legge 33/2009 del ministro leghista  Luca Zaia stabilisse che l’operazione di rateizzazione si sarebbe dovuta concludere entro la fine del 2009, il pagamento della prima rata annuale è slittato dal mese di luglio 2010 al 30 giugno 2011”.

 

Smacchi puntualizza che “i produttori che si trovano oggi a dover pagare le multe si dividono in due categorie: i produttori con debito non esigibile per effetto di ricorsi al Tar ancora in atto (il cui debito ammonta a 1,3 miliardi di euro) e i produttori con debito esigibile (il cui debito ammonta a circa 780 milioni di euro). Di questi ultimi,  stando ai dati che si evincono dalla circolare Agea del 17 dicembre 2010, attraverso la rateizzazione, sono stati pagati circa 43 milioni di euro. Il debito esigibile rimanente è di 740 milioni circa. Se gli 'splafonatori' non dovessero saldare il conto totale ad ogni contribuente italiano il giochetto degli allevatori padani costerebbe 174 euro. E poi si ha anche il coraggio di  continuare ad evocare 'Roma ladrona'”.RED/mp


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