ACQUA: PARERE FAVOREVOLE DELLA SECONDA COMMISSIONE SULLA PROPOSTA DI REGOLAMENTO DELLA GIUNTA SUL PIANO ACQUEDOTTI – APPROVATA RELAZIONE SU ATTUAZIONE LEGGE ACQUE MINERALI
La seconda Commissione consiliare ha espresso parere favorevole sulla proposta di Regolamento presentata dalla Giunta regionale riguardante il Piano regolatore degli acquedotti, contenente disposizioni per il risparmio idrico nel settore idropotabile. Approvata anche la relazione sull’attuazione della legge regionale che norma la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali.
(Acs) Perugia, 2 marzo 2011 – La seconda Commissione di Palazzo Cesaroni ha espresso all’unanimità parere favorevole sulla proposta di Regolamento presentata dalla Giunta relativamente al Piano regolatore regionale degli acquedotti, contenente disposizioni per il risparmio idrico nel settore idropotabile e, sempre all’unanimità, ha approvato la relazione sull’attuazione (nell’anno 2009) della legge regionale “22/2008” (Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali).
L’assessore Silvano Rometti ha illustrato la proposta di Regolamento per gli acquedotti e il risparmio idrico, che affronta il tema del contenimento delle perdite, con l’obiettivo di giungere in 5 anni al 25 per cento, dato che in Umbria, ad oggi, viene abbondantemente superato, pur se con dei distinguo a seconda dei territori. Si tratta di un atto che da un lato vuole portare l’intera collettività regionale ad un ‘consumo consapevole’ della risorsa idrica, dall’altro norma la gestione del servizio e il controllo dei consumi, anche attraverso incentivi economici. L’assessore ha ricordato che pur essendo il ciclo idrico integrato una materia di competenza delle Regioni, il Regolamento è comunque vincolato alle indicazioni previste dal decreto 152 del 2006, che fissa il contenimento delle perdite entro il 20 per cento.
La Commissione presieduta da Gianfranco Chiacchieroni ha fornito all’assessore diversi spunti per integrare al meglio il Regolamento, che è già frutto di un’ampia partecipazione con i soggetti pubblici coinvolti, i cittadini e le associazioni, e in particolare due istanze sono state favorevolmente accolte dall’assessore: la prima è quella di portare al 20 per cento, anziché il 25, la quota relativa alle perdite idriche degli acquedotti, visto che è la soglia prevista dal decreto 152, magari concedendo un lasso di tempo maggiore per gli adeguamenti necessari. L’assessore Rometti ha dato il suo assenso sull’obiettivo del 20 per cento, ipotizzando di allungare a 6 anni il termine per il raggiungimento della quota massima di dispersione consentita dal decreto citato.
Altro aspetto introdotto dai membri della Commissione, su proposta del consigliere Vincenzo Riommi, è quello di dare attenzione alla composizione dei nuclei familiari nella formulazione delle tariffe idriche, perché attualmente paga meno chi consuma meno, cioè i nuclei familiari composti da una sola persona, “ma non è giusto che non si consideri – ha spiegato Riommi – che una famiglia di quattro o più persone sia in molti casi virtuosa nei consumi ma penalizzata dalla quantità di acqua per uso idropotabile, inevitabilmente maggiore, che si trova a dover consumare”. Anche questa proposta è stata favorevolmente recepita dall’assessore che ha la delega in materia di Ambiente, ciclo idrico integrato e acque minerali.
Successivamente la Commissione ha esaminato la relazione sull’attuazione (nell’anno 2009) della legge regionale “22/2008” (Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali), un documento che serve per tenere aggiornato il Consiglio regionale sullo sfruttamento della risorsa idrica, un processo gestito esclusivamente dalla Regione, a differenza del settore acquedotti. Dalla relazione si evince che l’andamento delle 18 concessioni per il prelievo e l’imbottigliamento di acque minerali nella nostra regione è in controtendenza rispetto al dato nazionale, infatti in Umbria la produzione aumenta del 2 per cento (ultimi dati disponibili sempre quelli del 2009, ndr) mentre in Italia si registra un calo dell’1 per cento. Ma questo incremento va letto con attenzione, perché mentre si registra una ‘escalation’ produttiva delle acque minerali a basso prezzo, quelle dei marchi più importanti e più costose per quanto riguarda il prezzo fanno registrare una perdita economica. E’ l’effetto della crisi che ha colpito anche la nostra regione, e che si ripercuote sul settore occupazione, anch’esso oscillante: 484 gli occupati (al 2009) su tutto il settore, ma c’è chi ha aumentato il numero dei lavoratori e chi fa registrare un calo occupazionale.
I dati contenuti in questa relazione dell’assessorato saranno sottoposti all’Assemblea per il solo esame. PG/