VIOLENZA DI GENERE: “UNA LEGISLAZIONE CHIARA DI PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE E SUI MINORI” - PRESENTATA LA PROPOSTA DI LEGGE DI STUFARA E GORACCI (PRC-FED.SIN). LA PRESIDENTE MARINI AUSPICA UN'UNICA LEGGE SULLA CITTADINANZA DI GENERE
I consiglieri regionali di Rifondazione comunista, Damiano Stufara e Orfeo Goracci, hanno presentato oggi pomeriggio, nell'Aula consiliare della Provincia di Perugia, la loro proposta di legge concernente “Norme in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere e misure di sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza”. L'obiettivo è quello di dotare l'Umbria di una legislazione chiara di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e di reinserimento delle donne vittime di violenza. La presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, presente ai lavori, ha auspicato che “si possa mettere in piedi una unica legge sulla cittadinanza che possa affrontare tre o quattro ambiti di azione, sia sul tema formazione e lavoro, sul tema educativo, sulle azioni per combattere gli stereotipi e per la parte riguardante la violenza”.
(Acs) Perugia, 23 febbraio 2011 - “Sistematizzare le linee progettuali già emerse da parte di tutti i soggetti che si occupano della violenza sulla base di un approccio di genere. Creare una rete integrata tra istituzioni, servizi e Terzo settore per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, l'adeguamento dei finanziamenti alle realtà che si fanno carico del fenomeno, istituire centri antiviolenza e case rifugio, finanziare un fondo regionale per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere”. È questo l'obiettivo che si propongono di raggiungere i consiglieri regionali di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, DamianoStufara e Orfeo Goracci, attraverso una loro proposta di legge presentata oggi pomeriggio presso l'Aula consiliare della Provincia di Perugia, intitolata “Norme in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere e misure di sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza”. Nel corso del suo intervento, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha auspicato che “si possa mettere in piedi una unica legge sulla cittadinanza di genere”.
Nell'illustrazione della proposta legislativa, Stufara ha ricordato che già da assessore, nella scorsa legislatura, aveva “redatto un progetto che ha messo insieme 36 partner istituzionali e sociali. Si chiamava 'Mai più violenze', alla conclusione del quale è emersa chiaramente l'esigenza che l'Umbria si dotasse di una legislazione chiara di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e di reinserimento delle donne vittime di violenza. Il gruppo di Rifondazione comunista - ha spiegato - attraverso questa proposta, vuole ripartire da lì per dare una risposta completa e spezzare la coltre di silenzio che circonda queste tematiche. Circa il 70 per cento delle violenze sulle donne sono commesse dai propri partner o dagli ex partner, quindi da conoscenti. Questo rende più difficile far denunciare questi fatti. Ma spesso la mancata denuncia è conseguenza dell'assenza di un sistema e di una rete che consenta di supportare la donna che vuole uscire dalla violenza. L'obiettivo è mettere insieme soggetti diversi: le istituzioni, le associazioni di volontariato e le cooperative che lavorano su questa tematica. L'obiettivo è quello di istituire nell'immediato due centri antiviolenza a livello provinciale, di realizzare case rifugio che possano dare una risposta immediata alle donne che escono dalla violenza e di costruire un sistema dove soggetti diversi, ciascuno per la propria competenza, lavorino in sinergia affrontando a 360 gradi le problematiche connesse che vanno dall'alloggio fino al lavoro, fondamentale per il reinserimento e per l'autonomia anche reddituale delle donne, senza la quale resterebbero all'interno del contesto della violenza. Proponiamo quindi un fondo dedicato, per finanziare le attività di prevenzione, la gestione dell'emergenza, le attività di reinserimento socio lavorativo a seguito dell'emersione della violenza. La nostra è una proposta aperta. Il nostro obiettivo non è quello di avere la paternità di questo progetto di legge, ma quello di dare all'Umbria una legge il più possibile partecipata e capace di affrontare una problematica difficile come questa”.
Nel suo intervento, la presidente della Giunta regionale ha detto, tra l'altro, che la proposta di legge “raccoglie una parte significativa di collaborazione e di confronto con una rete associativa ed istituzionale che ha rappresentato il ruolo di sentinella e presenza in luoghi diffusi garantendo al territorio regionale alcune azioni concrete, operative e preventive, oltre che di supporto in assenza di servizi organizzati. Questa legge ha l'obiettivo di dare all'Umbria una prima forma di impegno diretto istituzionale su quella parte dei servizi che sono rappresentati dai centri antiviolenza e dalle strutture protette (case rifugio, utili per mettere in sicurezza la donna, ma a volte anche i minori). Come Giunta pensiamo ad uno strumento legislativo e programmatico che attiene complessivamente alla cittadinanza di genere. L'auspicio è che, con i gruppi consiliari, a cominciare da quello rappresentato da Stufara e Goracci, si possa mettere in piedi una unica legge sulla cittadinanza di genere che possa affrontare tre o quattro ambiti di azione, sia sul tema formazione e lavoro, sul tema educativo, sulle azioni per combattere gli stereotipi, ma anche per la parte riguardante la violenza, il tema della parità nei limiti e negli ambiti di competenza della Regione e della rete istituzionale locale. In questo modo è possibile realizzare concretamente questi obiettivi dando spazio alla società civile ed in modo particolare dell'associazionismo dal quale può arrivare un grande contributo, utile a costruire il percorso legislativo”.
Orfeo Goracci, nel suo intervento, ha evidenziato, tra l'altro, come “la morte violenta di donne per mano di partner o ex, parenti stretti e via dicendo, riguarda ogni ceto sociale, senza distinzione di cultura, censo o professione. E l'Umbria non è certo un'isola felice, anzi questo fenomeno ci ha dato, purtroppo, notorietà nei media nazionali e mondiali. La nostra proposta di legge ha l'obiettivo di prevenire e contrastare in modo organico la violenza maschile sulle donne. Saranno necessari finanziamenti istituzionali adeguati come pure non si potrà prescindere dal contributo del Centro Pari opportunità dell'Umbria e di tutto il mondo femminile e associazionistico in genere”.
Nel corso dei lavori, coordinati dal giornalista Alessandro Antonini del Corriere dell'Umbria, sono intervenuti, tra gli altri, Ornella Bellini (assessore Pari opportunità Provincia di Perugia), Stefania Cherubini (assessore Pari opportunità Provincia di Terni), Rita Zampolini (Anci Umbria), Daniela Albanesi (presidente regionali CentroPari opportunità). RED/as
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