DAP 2011: “MENTRE A TERNI SI DISCUTE A PERUGIA SI DECIDE. IL NUOVO PROTOCOLLO D'INTESA TRA SERVIZIO SANITARIO E UNIVERSITÀ È L'OPPOSTO DELLE INDICAZIONI DEL PD TERNANO” - NOTA DI NEVI (PDL)
(Acs) Perugia, 17 febbraio 2011 - “Il fatto che il Pd sia in preda ad una crisi totale è evidenziato dalle circostanze che mentre a Terni si discute a Perugia si procede e si fanno scelte definitive senza che nessuno se ne accorga o, peggio, facendo finta di non accorgersene”. Così il capogruppo regionale del Popolo della Libertà, Raffaele Nevi in riferimento a quanto contenuto “alla pagina 113 del Dap 2011 che lunedì va in approvazione, blindato da una riunione di maggioranza. C’è scritto testualmente – evidenzia Nevi - che: ...l’integrazione tra il Sistema sanitario regionale e l’Università, nell’anno 2011, sarà regolata da un nuovo protocollo d’intesa, stipulato ai sensi del decreto legislativo 517/99. Esso dovrà avviare un nuovo modello organizzativo secondo l’azienda integrata con l’Università per la gestione delle attività di assistenza, ricerca, didattica, tra servizio sanitario e Università.
Si tratta – rimarca il capogruppo del PdL – esattamente dell'opposto di quello che dice il Pd di Terni, che non vuole si proceda con l’applicazione della '517/ 99', peraltro una posizione molto simile alla nostra”. “Alcune domande – chiosa Nevi – sorgono spontanee: ma il Pd di Terni sa di cosa parla? I consiglieri regionali di Terni del Pd, ma anche delle altre forze di maggioranza, si sono accorti di questo, e sono d’accordo? Il sindaco, che ha partecipato all’audizione in Regione, perché non ha neanche preso la parola? Gli va bene la formulazione riportata nel Dap?”.
L'auspicio di Nevi, come sottolinea nella nota, è che ci sia “un sussulto in queste ore per evitare che il danno sia definitivo già da lunedì. Ma immagino – aggiunge - che la logica che ispirerà la nostra 'classe dirigente' sarà sempre la stessa: non disturbare il manovratore, altrimenti, come ha fatto ben capire la presidente Marini nell’intervista di ieri su un giornale locale, si passerebbe alla fase della messa in discussione delle poltrone su cui tutti sono comodamente seduti. Se invece si fa quello che dice lei – conclude - allora si può sperare anche in qualche 'regalino'. E intanto Terni muore”. RED/as