SANTI NELLO STATUTO: “IL PD ABBIA IL CORAGGIO DI SOTTRARSI AD UNA ASSURDA NEGAZIONE DELLA STORIA” – MONACELLI (UDC) CRITICA IL SEGRETARIO REGIONALE BOTTINI: “RICONOSCERE LE RADICI PIU’ PROFONDE”
La portavoce dell’Udc in Consiglio regionale, Sandra Monacelli, critica la decisione del segretario regionale del Partito democratico, Lamberto Bottini, di non includere nello Statuto regionale il riferimento a San Francesco e San Benedetto, una posizione che secondo Monacelli “compromette fortemente le ipotesi di dialogo con le altre forze di opposizione presenti in Parlamento”.
(Acs) Perugia, 20 gennaio 2011 – “L'indecisione del Pd sul tema dell'inserimento nello Statuto regionale dei nomi di San Francesco e San Benedetto, riportata alla luce del dibattito pubblico a seguito della mia proposta e dell'invito di Monsignor Paglia, è stata liquidata frettolosamente dal segretario regionale Lamberto Bottini, che così facendo si è mostrato decisamente incurante delle varie anime interne al suo partito, tra cui quelle autorevolmente rappresentate dai presidenti del Consiglio regionale, Eros Brega, e della Provincia di Perugia, Marco Guasticchi”. Lo afferma la portavoce dell’Udc in Consiglio regionale, Sandra Monacelli, che si dice “preoccupata di questa sorta di ‘ipse dixit’ categorico, dettato dall'ansia di soddisfare i fondamentalismi ideologici ancora fortemente presenti a sinistra”.
“Evidentemente – continua - il partito di maggioranza della regione sceglie ancora di andare a rimorchio di Rifondazione comunista anziché assumere una posizione autorevole propria, ma è chiaro che questo saldo ancoraggio alla sinistra radicale compromette profondamente le ipotesi di dialogo con le altre forze di opposizione presenti in Parlamento. Appare pretestuosa la scelta del segretario del Pd di ammantare di falsa cautela la rimessa in discussione dei principi fondamentali dello Statuto regionale, affermando che gli stessi hanno già avuto una sintesi largamente condivisa sui valori di riferimento per l’Umbria con la comunità regionale. Pare tuttavia – prosegue - che lo stesso voglia mascherarsi dietro un ipocrita rigore nell'esplorare terreni così sensibili, per coprire la difficoltà della sua coalizione a gestire i confronti ideologici che si accenderebbero. Non servono – secondo Monacelli - apparenti ‘contentini’ quali l'apertura a modifiche sullo Statuto provinciale, orientati a una sorta di imbonimento fittizio per addomesticare l'altra componente della sua forza politica, evidentemente a disagio con gli appetiti più laicisti presenti in essa”.
“Abbia invece il coraggio – conclude - questo Pd dai contorni sempre più ibridi, di sottrarsi a questa assurda negazione della storia, perché di questo si tratta e smetta di definire ‘temi sensibili’ ciò che soltanto una volontà ostinatamente ideologica continua a negare. E un partito che guida la coalizione che governa questa Regione non deve avere nessun imbarazzo a riconoscere le sue radici più profonde”. RED/pg