DIGA DI MONTEDOGLIO: “NON TRANQUILLIZZA SAPERE CHE LA PARTE DANNEGGIATA AVEVA SUPERATO TUTTE LE PROCEDURE DI CONTROLLO E COLLAUDO” - NOTA DI MONACELLI (UDC)
Il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli interviene sull'audizione odierna, in seconda Commissione, del direttore dell'Ente irriguo umbro toscano, Diego Zurli, che ha relazionato sui fatti relativi allo sversamento della Diga di Montedoglio. L'esponente centrista giudica “emblematica la minimizzazione del problema, del quale si è parlato in termini di 'effetti non particolarmente significativi' e di non prevedibilità dell'evento”.Ricordando che “sulla rilevanza penale di quanto accaduto si pronuncerà chi di competenza”, Monacelli giudica opportuno, come indicato dalla Commissione, “il richiamo nel Dap sulla necessità della partecipazione della Regione ad un'opera di rivisitazione dei controlli dell'infrastruttura come forma di ulteriore sicurezza per i cittadini”.
(Acs) Perugia, 17 gennaio 2011 - “Prendo atto con qualche fondato timore ed apprensione di quanto emerso dall'audizione odierna in seconda Commissione del direttore dell'Ente irriguo umbro toscano, Diego Zurli. Emblematica la minimizzazione del problema, del quale si è parlato in termini di 'effetti non particolarmente significativi' e di non prevedibilità dell'evento”. Così il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli a seguito della relazione sui fatti relativi allo sversamento della Diga di Montedoglio del dicembre scorso illustrati da Zurli a Palazzo Cesaroni.
“Ad ogni buon conto, - osserva Monacelli - sulla rilevanza penale di quanto accaduto si pronuncerà chi di competenza, essendo in atto sia accertamenti interni che quelli disposti dall'autorità giudiziaria, oltre l'indagine ispettiva disposta dal ministro ai Lavori pubblici Altero Matteoli. In termini di sicurezza, - continua l'esponente centrista - non tranquillizza certo sapere che la parte danneggiata, realizzata tra il 1979 e il 1980, aveva superato tutte le procedure di controllo e collaudo ed è soggetta come tutte le dighe a verifica periodica non solo dal soggetto gestore, ma anche dalla Direzione delle dighe e delle infrastrutture elettriche. Per di più – commenta Monacelli - da tre anni l'infrastruttura è autorizzata al massimo invaso, cioè 150 milioni di metri cubi, ed è stato assicurato ulteriormente il controllo costante da parte del personale tecnico. Nonostante ciò è accaduto il cedimento: perché? Non basta affermare candidamente – sottolinea - che era 'imprevedibile ed impensabile'. Sono da pretendere – attacca - garanzie assolute su tutta la struttura, ed è opportuno il richiamo nel Dap sulla necessità della partecipazione della Regione ad un'opera di rivisitazione dei controlli dell'infrastruttura come forma di ulteriore sicurezza per i cittadini”.
“Relativamente alla diga sul Chiascio, invece, - rimarca il capogruppo Udc - nutriamo non pochi timori. Il progetto per la conclusione degli interventi è già pronto, rilanciamo l'accorato appello affinché i lavori partano entro l'anno, onde evitare un altro enorme spreco di soldi, ovvero – conclude - la perdita del finanziamento già accordato di 43 milioni di euro”. RED/as