SANTI NELLO STATUTO: “DALLA MIA PROPOSTA DI LEGGE E DALL'INVITO DI MONSIGNOR PAGLIA, E' SCATURITA UNA SORPRENDENTE SCHIZOFRENIA DEL PARTITO DEMOCRATICO” - NOTA DI MONACELLI (UDC)
Il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli torna a parlare della sua proposta, poi rilanciata dal presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Vincenzo Paglia, relativa all'inserimento dei Santi Francesco e Benedetto nello Statuto della Regione. E per l'esponente centrista, tutto questo sta mettendo in luce “una sorprendente schizofrenia del Partito democratico, che da un lato mostra interesse tramite la volontà espressa dalla presidente della Regione Catiusca Marini di esaminare la proposta e dall'altro liquida la cosa come un banale deja vuper bocca del capogruppo Renato Locchi”. L'auspicio della Monacelli è che “davvero emerga la volontà, condivisa e trasversale, di imprimere un’accelerazione decisiva nel processo di revisione dello Statuto regionale, per non lasciarlo schiacciato da un falso concetto di tolleranza e più ancora da un'ingiustificata deriva laicista”.
(Acs) Perugia, 10 gennaio 2011 - “La mia proposta di modifica dello Statuto regionale con l'inserimento di un riferimento ai Santi Francesco e Benedetto a cui ha fatto seguito l'invito di monsignor Paglia (presidente Ceu), sta suscitando una coda interminabile di polemiche, dalle quali emerge una sorprendente schizofenia del Pd, che da un lato mostra interesse tramite la volontà espressa dalla presidente della Regione, Catiusca Marini di esaminare la mia proposta nella prossima seduta di Giunta, dall'altro liquida la cosa come un banale 'deja vu' per bocca del capogruppo Renato Locchi”. Lo scrive, in una nota, il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli per la quale “non si capisce in quale posizione si riconosca il Partito democratico e, più in generale, se intende proseguire a rimorchio di Rifondazione comunista o assumere una posizione autorevole maggiormente riformista. Sta di fatto – osserva Monacelli - che la presidente della Regione ha riconosciuto questi aspetti come essenziali per definire la nostra identità regionale, al di là della querelle laicisti-cattolici perché non è in discussione l'affermazione di valori semplicemente di parte, ma l'anima più profonda della nostra terra, quella che le conferisce i suoi tratti umani e culturali che ne costituiscono patrimonio comune condiviso”.
Per Sandra Monacelli “se i capi delle principali religioni del mondo accettano di incontrarsi ad Assisi e non si sentono offesi dall’invadenza della spiritualità francescana, allora credo che più e meglio possa fare il Consiglio regionale dell’Umbria, riconoscendo le peculiarità che hanno determinato la coscienza storica e l’identità, oggi negata, dell’intera comunità regionale. Questa identità – aggiunge - chiede di essere riconosciuta, nella sua natura laica ed oggettiva, la stessa che ha portato il Consiglio regionale ad approvare la legge n.26 del 1995 (Celebrazioni annuali in onore di S. Francesco d'Assisi, Patroni d'Italia e S. Benedetto da Norcia, Patrono d'Europa). E non è possibile – continua - mascherarsi dietro un ipocrita 'benaltrismo' che vorrebbe, a detta di alcuni, individuare in temi più importanti ed urgenti le priorità da affrontare. Se è vero che siamo pressati da problematiche quali la crisi economica e del lavoro col problema occupazionale, reputo scandaloso – sottolinea Monacelli - che questo Consiglio non abbia intrapreso azioni significative nemmeno su questi aspetti.
Sandra Monacelli, in conclusione, auspica che “davvero emerga la volontà, condivisa e trasversale, di imprimere un’accelerazione decisiva nel processo di revisione dello Statuto regionale, per non lasciarlo schiacciato da un falso concetto di tolleranza e più ancora da un'ingiustificata deriva laicista”. RED/as